giovedì 8 aprile 2010

presenta
Sabato 17 Aprile 2010 ore 10.00
Giornata Nazionale del Giardino
indetta dall’UGAI (Unione Garden Club d’Italia)
Il Foro Romano
e il Laurus nobilis di Giacomo Boni
Sabato 17 aprile 2010 il Garden Club Giardino Romano celebra la Giornata Nazionale del Giardino indetta dall’UGAI – Unione Garden Club d’Italia - allo scopo di diffondere la importanza della cultura del Giardino e di sollecitare nella cittadinanza il rispetto per il verde pubblico . L’UGAI è un’Associazione ambientale riconosciuta con Decreto Ministero Ambiente n. 300/04 L. 8.7.86 n. 349, che riunisce Associazioni aventi la stessa finalità di diffusione e valorizzazione del verde. L’Unione racchiude circa quaranta Associazioni con oltre tremila soci e un numero di gran lunga superiore di amici e simpatizzanti. Ogni Garden club celebra la giornata del Giardino attraverso una volontà comune e associativa per proporre nell’ambito educativo quel rispetto e quella cultura del verde che comporta una informazione consapevole degli aspetti storici, artistici, ambientali e sociali con particolare riguardo per il verde cittadino, delle periferie, delle strade e dei luoghi pubblici. Molti Garden club si propongono nella Giornata Nazionale del Giardino, il restauro di giardini siti accanto alle scuole o ad edifici pubblici, ovvero visitando giardini pubblici o zone verdi con la partecipazione di Autorità e di cittadini.
Il tema proposto questo anno è
“Verde da salvare – alberi dimenticati nel nostro territorio”
Sabato 17 aprile alle ore 10.00 per celebrare questa giornata il Garden Club Giardino Romano provvederà: 1 - al ripristino di uno dei due Allori , Laurus nobilis, mancanti , piantati da Giacomo Boni (illustre archeologo e botanico che curò sapientemente il restauro delle vestigia del Foro e del Palatino) davanti alla Regia, ritenuta, secondo la tradizione, di Numa Pompilio, secondo Re di Roma. 2 – al ripristino di una rosa mancante, rispettando sempre le indicazioni di Giacomo Boni, davanti al Sacello delle Vestali. La partecipazione alla Giornata e l’ingresso all’area dei Fori sono gratuiti. Seguirà anche una visita al Foro e al Viridario.
Infoline

lunedì 5 aprile 2010

Trees
di Joyce Kilmer

Alfred Joyce Kilmer, giornalista, critico letterario di fede cattolica e poeta, nasce il 6 Dicembre del 1886 a New Brunswick nel New Jersey. Nel 1908 a 22 anni si sposa con Aline Murray, dalla quale ha cinque figli. Nel 1913 pubblica sulla rivista "Poetry" la poesia "Trees" che lo rende immediatamente popolare in tutta l'America e lo porterà l'anno successivo a pubblicare la raccolta "Trees and Other Poems". Partecipa alla prima guerra mondiale con l'Esercito Americano in qualità di Sergente in Francia dove, vicino il villaggio di Seringes, il 30 Luglio del 1918 a soli trentun'anni viene ucciso trafitto da una pallottola in testa. Pubblichiamo la sua poesia in versione originale e traduzione più il video "Trees" ispirato alla sua poesia, messa in musica da Fred Waring and his Pennsylvanians, e tratto dal film a cartoni animati di Walt Disney del 1948 "Melody time" uscito in Italia col titolo "Lo scrigno delle sette perle", un film a sette episodi, il quinto dei quali è proprio Trees.

I think that I shall never see
A poem lovely as a tree.
A tree whose hungry mouth is prest
Against the earth's sweet flowing breast;
A tree that looks at God all day,
And lifts her leafy arms to pray;
A tree that may in summer wear
A nest of robins in her hair;
Upon whose bosom snow has lain;
Who intimately lives with rain.
Poems are made by fools like me,
But only God can make a tree
.

Penso che non vedrò mai 
una poesia bella come un albero. 
Un albero la cui bocca avida è premuta 
sul  petto fluido e dolce della terra; 
un albero che guarda Dio tutto il giorno, 
e alza le braccia di foglie per pregare; 
un albero che può d'estate portare
 un nido di pettirossi nella chioma; 
sul cui grembo la neve si è posata 
che vive in intimità con la pioggia. 
Le poesie son fatte da sciocchi come me, 
ma solo Dio può fare un albero.

lunedì 22 marzo 2010

Garden Club Giardino Romano
presenta

Un Viaggio tra gli alberi di Roma
Otto profili di alberi (Storia, aneddoti e caratteristiche) presentati dai due loro amici :
Paola Lanzara e Antimo Palumbo

Venerdì 26 Marzo ore 15.30
Orto Botanico
Largo Cristina di Svezia 24

Informazioni

Garden Club Giardino Romano

http://www.ilmiositoweb.it/gardenclub/

venerdì 12 marzo 2010

Le facce degli alberi
di
Lucilla Lauricella

"Oh, come desidero ardentemente crescere...

Guardo fuori e l'albero dentro di me cresce"

Rainer Maria Rilke

E' la splendida poesia di Rainer Maria Rilke che ci introduce all'opera fotografica di Lucilla Lauricella "Le facce degli alberi" . Un lavoro che va avanti da anni, con mostre, incontri, seminari che si sono svolte in molte città d'Italia, alla ricerca delle " innumerevoli facce che gli alberi possono mostrare all’occhio attento di chi guarda oltre, perché si avvicina loro con l’animo di chi li sente vivi...Le facce degli alberi… o degli spiriti che in essi dimorano. Perché negli alberi, secondo i miti e le fiabe di tutte le culture del mondo, dimorano gli Spiriti della Natura: creature eteree, capaci di mutare continuamente aspetto, e di manifestarsi come animali, piante e persone, forme comunque riconoscibili dall’uomo in base alle sue aspettative." Nella foto eccoci con Lucilla (la seconda da sinistra) e Monica Cerri sorridenti accanto a Julia Butterfly Hill il 9 Settembre del 2009 all'Orto Botanico di Firenze. Quello che segue è invece un video realizzato su alcune delle sue opere. Per entrare invece nel sito e mettersi in contatto con Lucilla cliccate su questo link . Buona visione con le facce degli alberi!




martedì 9 marzo 2010

Arbre mon ami
di
Francis Bernier

Continuiamo il nostro viaggio sulle canzoni dedicate agli alberi postando una canzone con testo francese uscita nel 2007 "Arbre mon ami" degli autori Roger Tabra e Sylvain Michele cantanta dal bambino prodigio Francis Bernier nato in Canada nel Quebec a Saint Redempteur il 5 Settembre del 1997 e quindi ad appena dieci anni, in duetto con il cantante popolare del Quebec Patrick Norman. Bellissimo il testo, con una musica semplice, una voce limpida e squillante e con una conclusione emozionante , dopo il testo in lingua indiana, che dice "mio amico albero tu ci hai donato tutto come immaginare la vita senza che tu ci sia più." Da ascoltare e riascoltare per tutti gli amici degli alberi.


Questo il testo originale
Abre mon ami. Je t'ai pris dans mes bras. J'ai pleuré avec toi. Tu es mon frère de sang. Partout on t'étouffe
Arbre mon ami.Ils t'ont déporté. Détruit ta famille. Déserté ta forêt. Hey, hey.
Arbre mon ami.Tu regardes loin. Dans le cœur des humains. La tête dans le vent. Dans ta majesté.
Arbre mon ami. Si l'on savait. Tout ce que tu es. On t'aimerait. Hey, hey.
Toi, le dauphin du ciel. La baleine de la Terre. Le grand frère du loup. Le musicien des bois. Hey, hey.
Arbre mon ami. Tu nous fais respirer. Tu nous as réchauffés. Tu nous as transportés. Hey, hey.
Arbre mon ami. Tu regardes loin Dans le cœur des humains. La tête dans le vent. Dans ta majesté
Arbre mon ami. Si l'on savait. Tout ce que tu es. On t'aimerait.
Tshi Tapemenan. Hey, hey. Nemetshetenan Hey, hey. Tshitapemenan.

Nui inniunan Tshitapemenan Akua tutunan Nemetshetenan Kie nui inniunan Ute Uetshiat
Arbre mon ami. Tu nous as tout donné. Comment imaginer la vie. Si tu n'es plus là.

venerdì 26 febbraio 2010

Abbracciare gli alberi
una lezione conferenza
di
Giuseppe Barbera
Roma Lunedì 1 Marzo 2010
ore 16.00
aula Fiorentino
Scuola di Dottorato in Scienze dell'Architettura "Sapienza" Università di Roma.
Facoltà di Architettura " Valle Giulia"

Giuseppe Barbera, Ordinario di Colture Arboree dell'Università degli Studi di Palermo, terrà a Roma Lunedì 1 Marzo 2010 presso l'aula Fiorentino della Facolta di Architettura di Valle Giulia una lezione conferenza a partecipazione gratuita dal titolo
"Abbracciare gli alberi"
con l'introduzione del prof. Benedetto Todaro.
Presenta la prof. Rita Biasi.

mercoledì 10 febbraio 2010

La storia della Quercia di Palmer
di Jurupa dura da 13.000 anni
Michael May, uno studente dell'Università di UC Davis, vicino al clone
della Quercus palmeri Engelm. di Jurupa nei pressi della Contea di Riverside in California

Leggiamo da un articolo uscito il 22 Dicembre del 2009 sul Los Angeles Times a firma Thomas H. Maugh della scoperta di una quercia trovata sulle colline di Jurupa in California , una quercia del genere Quercus palmeri Engelm. che cresce a cespuglio e che avrebbe 13.000 anni e quindi sorpasserebbe di molto i 4842 anni di "Methuselah" il Pinus Bristlecone che si trova invece nelle White Mountains sempre in California che attualmente da misurazioni dendrologiche effettuate risulta essere l'albero più antico del mondo. Qualche anno fa una notizia simile fece il giro delle agenzie di stampa con un foto di un alberello un Picea abies, (Abete rosso) che si diceva fosse l'albero più antico del mondo trovato e studiato dal botanico svedese Leif Kullman dell'Università di Umea.( In realtà le ricerche del serio botanico svedese furono un pochino rielaborate ( dato che si riferivano agli apparati radicali di gruppi di alberi (addirittura anche più antichi) che passano pero quasi tutto l'anno sotto la calotta glaciale per comparire e germogliare solo per qualche giorno nella stagione calda. Tra l'altro la foto dell'albero associato alla notizia delle agenzie di stampa non corrispondeva a quella degli alberi studiati. Chissà se anche in questo caso non si tratti di una notizia esagerata dai media per creare l'effetto dell'albero più antico del mondo. Dai dati scientifici si tratterebbe di un clone che risale al Pleistocene e quindi a 13.000 anni fa. E questa è senz'altro una notizia sorprendente. Ecco il testo tradotto e sintetizzato dell'articolo del Los Angeles Time :" Incastonata tra due massi su una bassa collina nelle colline di Jurupa nella Riverside County, si trova l'ultimo superstite di un cespuglio di quercia che i ricercatori credono abbia 13.000 anni. Una quercia del genere Quercus palmeri o Palmer's oak non riprodotta per impollinazione ma per via clonale, per esempio dopo gli incendi con nuovi ricacci che spuntavano dalle sue radici. Secondo il ricercatore Jeffrey Ross-Ibarra dell' UC Davis la quercia antichissima vive al di fuori del suo ambiente naturale, che sarebbe di alta montagna, per i cambiamenti climatici avvenuti negli ultimi mille anni durante i quali si sarebbe poi allargata ulteriormente per circa trenta metri mantenendo sempre il corredo genetico della pianta madre. I ricercatori hanno stimato la sua età misurando gli anelli e lo sviluppo della sua crescita mentre non è stato possibile datare il legno con il radio-carbonio poiché il legno morto è stato distrutto dalle termiti. Se la quercia è sopravvissuta all'era glaciale non sembra altrettanto che riesca a farlo con quella presente, e il suo futuro è incerto dice Ross-Ibarra , sulla collina infatti avanza il cemento e l'invasione di veicoli e fuoristrada. I ricercatori pertanto stanno lavorando con le autorità locali per trovare le possibili misure per proteggerla." Insomma è bene guardare, osservare, toccare e studiare le querce, non smettono mai di darci delle belle sorprese.