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martedì 20 dicembre 2011

"The Wild Trees"
Alla scoperta
delle Sequoia sempervirens Endl.
Un video di TED
con Richard Preston
"Sono stato capace di introdurre i miei bambini in quella ristretta cerchia di esseri umani che sono così fortunati, o forse così stupidi, di arrampicarsi ancora sugli alberi"

Richard Preston è uno scrittore e divulgatore scientifico americano, nato a Cambridge nel Massachusetts, il 5 agosto del 1954, autore nel 2007 del romanzo bestseller "The Wild Trees" nel quale racconta diverse storie che riguardano il fantastico mondo delle Sequoia sempervirens Endl. americane, quelle: del botanico Steve Sillett e sua moglie Marie Antoine, esperta di licheni , nonché del "cercatore di sequoie" Michael Taylor e delle loro scoperte attraverso la tecnica di tree-climbing su ciò che si trova sull'alto delle loro chiome; di Hyperion (attualmente con i suoi 115.61 metri di altezza considerato l'albero più alto del mondo) scoperta nell'agosto del 2006 dai due naturalisti Chris Atkins e Michael Taylor in un'area segreta del Redwood National and State Park ( la sua esatta localizzazione non è mai stata rivelata al pubblico per paura che l'eventuale traffico di turisti potesse poi turbare il suo delicato ecosistema) ; delle più grandi Sequoia sempervirens conosciute nel mondo, quelle chiamate Lost Monarch nel "Grove od Titans" e di Iluvatar nel Prairie Creek Redwoods State Park. Postiamo oggi un suo video pubblicato nel 2008 nella prestigiosa rassegna di conferenze di divulgazione scientifica organizzata da TED (sul blog abbiamo già postato quella del "nostro" Stefano Mancuso che potete rivedere a questo link ) nel quale Richard Preston ci conduce, con una straordinaria semplicità discorsiva, attraverso un viaggio di circa venti minuti sulle meraviglie delle Sequoia sempervirens, alberi giganteschi e millenari. Il video in inglese è dotato (come tutti i video TED) di sottotitoli. Per accedere ai stottotitoli in italiano cliccate su CC, poi Trascrizioni audio e successivamente Traduci sottotitoli e a quel punto inserire la lingua: Italiano. Buona visione!

venerdì 29 luglio 2011

Sotto gli alberi ai margini
del grande prato.

Una performance di
Laure Bonicel.


E' estate, tempo di pausa e meritato riposo. Tempo per vivere gli alberi, l'acqua, il verde, i prati, in sintesi le quattro chiavi per gustare in positivo l'imminente periodo estivo. E' con questo spirito, quindi, che postiamo il bel video della coreografa francese Laure Bonicel intitolato "Sous les arbres au bord de la grande prairie" (Sotto gli alberi ai margini del grande prato) che documenta la performance/installazione che si è svolta Domenica 17 Luglio 2011 in Francia , nei giardini del bellissimo castello di Chamarande, nel Dominio dipartimentale della Chamarande nella regione dell'Essonne. Laure Bonicel, ballerina e coreografa, ha creato nel 1993 la compagnia di danza e arti plastiche corporee chiamata Moleskine. Attenta e appassionata amica degli alberi ha dedicato al mondo verde e sensibile delle piante già altri due spettacoli : "Mimosa Pudica" nel 2008 e "Bad seed" nel 2009. In "Sotto gli alberi ai margini del grande prato" Laura Bonicel , assieme al coreografo Daniel Larrieu (con i suoi movimenti criptati in blu "t-shirt" ) e alla musicista Tomoko Sauvage (con la musica che nasce da piccole ciotole riempite con acqua), si circonda di artisti, attori e ballerini per comporre un paesaggio sensibile dove i colori cosmetici e plastici divengono materiali e forme per soddisfare, come un dipinto di Mirò, la magia e la multiformità dell'essere. Buona visione e buona estate.



domenica 24 luglio 2011

Que viva Mexico!
Piantati Domenica 17 Luglio 2011 in Messico
in una sola giornata 4 milioni di alberi
in occasione
della Giornata Nazionale della Riforestazione.

Il Presidente del Messico Felipe Calderón durante la piantumazione di un albero.

Si è svolta Domenica 17 Luglio 2011 a Penjamo nella regione di Guanajuato nel Messico la celebrazione della Giornata Nazionale della Riforestazione. Un evento che quest’anno in occasione dell’Anno Internazione delle Foreste ha visto la piantumazione di quattro milioni di alberi in un solo giorno in tutto il territorio messicano. Quello che ci ha maggiormente colpiti non è stato tanto il numero degli alberi piantati ma il discorso dell’attuale Presidente messicano Felipe Calderon, fatto, durante la celebrazione, tutto a favore degli alberi e della loro necessaria presenza per combattere i cambiamenti climatici e permettere alle nuove generazioni un futuro migliore.Un discorso pronunciato non da un politico verde e di sinistra , ma da un Presidente (membro del PAN-Nactional Action Party- un partito di centro-destra) che ancora oggi è molto contestato nel suo paese per la sua politica riformista e di destra e anche per presunti brogli elettorali. Le sue parole quindi corrisponderanno a vero o saranno solo di propaganda? Questo non lo possiamo sapere. Postiamo però il video del suo discorso pro-alberi sperando che venga visto da qualche politico italiano ( e perché no magari anche da qualche Presidente) , in modo che anche in Italia in ambito politico si tiri fuori ogni tanto all’interno di discorsi ufficiali la parola albero o ancora meglio “alberi orgoglio della nostra nazione” come ha fatto Calderon nel suo discorso riferendosi ai Pini messicani. Il video è in spagnolo ma è facilmente comprensibile, superata la prima parte dei ringraziamenti poi diventa più interessante.





lunedì 18 luglio 2011

Stefano Mancuso
Le radici della pianta intelligente.

Non ha bisogno di presentazioni Stefano Mancuso, quarantacinque anni , ingegnere agronomo con dottorato in Biofisica, direttore del LINV (Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale) situato presso il Polo Scientifico di Sesto Fiorentino. Sicuramente tra i più importanti ricercatori italiani contemporanei che, grazie al suo lavoro e ai suoi studi, sta dimostrando in maniera scientifica che le piante e gli alberi sono esseri intelligenti. Quindi non solo amico degli alberi ma anche personaggio scientifico di primo livello e del quale non possiamo che esserne dei profondi ammiratori ( o fans all'inglese). Per chi invece leggesse il suo nome per la prima volta, riportiamo un estratto dell'articolo (che potete leggere integralmente a questo link) da lui pubblicato on line nel 2009 sulla rivista PNAS e all'interno del quale scrive che " sta nelle radici, in particolare negli apici delle radici, il centro di comando delle piante. Il lavoro dimostra l'esistenza diffusa all'interno dell'apice delle radici di cellule capaci di emettere e recepire segnali elettrici, similmente ai neuroni per gli animali. Ma dei neuroni queste cellule vegetali hanno anche un'altra proprietà, la sincronizzazione, cioè la capacità di emettere più segnali contemporaneamente. Questa caratteristica è stata osservata utilizzando per la prima volta sulle piante una tecnologia tipica della neurobiologia, i MEA (multi electrode arrays), dei micro-elettrodi che vengono applicati sulle radici per misurare i segnali. Infine, i ricercatori hanno scoperto che questi segnali elettrici vengono trasmessi da una cellula all'altra con un sistema, la conduzione neuroide, tipico degli animali che non hanno nervi, come alcuni invertebrati." Oggi postiamo un bellissimo video di una sua conferenza tenuta in inglese (un inglese però facilmente comprensibile) all'interno delle serie di TED Ideas worth spreading. La conferenza accompagnata da immagini molto eloquenti è un vero e proprio must per tutti gli amici degli alberi, non solo quindi da vedere ma anche da diffondere più possibile in rete. Alla fine del video poi c'è anche un cartone animato di Jeremy Clapin intitolato "Good vibrations" e che vede come autore della musica Nicolas Martin, lo stesso che ha musicato "Avis d'abattage" di Veronique Madre. Vi ricordate? Lo abbiamo presentato in esclusiva a Roma, insieme all' autrice nel 2008. (A questo link potete rivederlo). Non ci resta quindi che augurarvi una buona visione!




E' possibile vedere il video con i sottotitoli in italiano sul sito TED a questo link


mercoledì 13 luglio 2011

"The miracle tree"
Il pino solitario di Takata Matsubara.
Ci fa sempre molto piacere leggere articoli che riguardano gli alberi quando escono sui quotidiani italiani. Cosi è stato per la lettura del bellissimo e poetico articolo di Paolo Salom “Il Pino solitario che fa sognare il Giappone" uscito sul Corriere della Sera dell’11 Luglio 2011 (questo il link all'articolo). Peccato però, perché questo articolo, che riprende la notizia (che già aveva fatto il giro delle agenzie di stampa di mezzo mondo) del Pino solitario di Rikuzentakata, l’unico sopravvissuto in una pineta di 70.000 esemplari allo tsunami giapponese del 11 Marzo e divenuto un simbolo importante per la rinascita del Giappone, ci dia solo delle informazioni parziali, o meglio delle informazioni a metà, un bellissimo primo tempo di un film, mancante però del secondo, fondamentale per capire l’evoluzione e lo svolgimento della trama. Per questo allora che cercheremo con questo post di completare le informazioni mancanti nell’articolo, partendo da quelle di cui siamo già in possesso. La spiaggia di Takata Matsubara, si trova in Giappone a Rikuzentakata nella Prefettura di Iwate. Nel 1927 era stata selezionata tra i cento paesaggi più importanti del Giappone (chiamati Showa era) mentre nel 1940 era stata designata “Place of Scenic beauty”. Questi suoi riconoscimenti e l’afflusso continuo di turisti (solo l’anno scorso 1.04 milioni) gli derivavano dal fatto che la sua sabbia gialla e soffice si trovava a soli trecento metri da un’antica pineta, composta da migliaia di Pini (quasi 70.000) piantati 360 anni fa per combattere l’erosione della costa e proteggere dai venti marini le coltivazioni agricole all’interno, con un’estensione di quasi due chilometri. Lo tsunami dell’11 Marzo del 2011, conseguente al tremendo terremoto che ha colpito Giappone, ha distrutto tutto quello che c’era sulla costa, pineta, strade, abitazioni e si è anche mangiato centinaia di metri di spiaggia. Ora infatti “The miracle tree” l’albero del miracolo che i Giapponesi hanno chiamato “kiseki no ippon matsu" (il miracolo albero Pino solitario), l’unico che sia riuscito a sopravvivere a questa tragedia, si trova a dieci metri dall’attuale bagnasciuga e quindi in serio pericolo di vita, non solo (ma come si sottolinea nell’articolo) l’eccessiva presenza di sale nel terreno probabilmente ha creato dei seri danni all’apparato radicale del Pino , alto 10 metri e con un’età stimata tra i 270 e 280 anni, che avrebbe così poche speranze di continuare a vivere. E’a questo punto, però, che parte il secondo tempo del nostro bellissimo film, con una notizia fresca datata 14 giugno 2011 e nella quale si viene a sapere che l’Istituto “ The Forest Tree Breeding Center of the Forestry and Forest Products Research Institute” di Tsukuba, nella prefettura di Ibaraki , ha confermato la crescita di quattro piccole piantine, ottenute attraverso la tecnica dell’innesto da ramoscelli prelevati dal pino solitario di Rikuzentakata e che preserveranno il suo originale materiale genetico. I ricercatori dell’Istituto, infatti, dopo aver avuto il permesso dalla Takata Matsubara Protection Society (la società che si sta occupando di risistemare tutta l’area colpita dallo tsunami) di tentare la propagazione dell’albero simbolo attraverso la tecnica dell’innesto, il 22 Aprile di quest’anno, hanno raccolto dal Pino cento piccoli ramoscelli, della lunghezza di cinque centimetri e con gemme, che poi sono stati portati al centro dell’ufficio regionale per la crescita di Tohoku (Tohoku Regional Breeding Office) dove, dopo essere stati lavati con acqua fresca per rimuovergli il sale, sono stati innestati su 100 esemplari di Pini rossi e neri( non siamo riusciti a capire di che specie sia il pino solitario, negli articoli si parla di red pine e black pine che ipotizzando potrebbero essere Pinus resinosa Sol. Ex Aiton e Pinus thunbergii Parl. , se magari sapete qualcosa di più fatecelo sapere). Il periodo per l’innesto non era sicuramente quello giusto , però non si poteva fare altrimenti. Ora si tratterà di aspettare l’estate e l’inverno per sapere se le piantine ce la faranno a diventare grandi (in tre anni potranno diventare alberi alti 50 centimetri) ed essere ripiantate per ricreare la pineta. E se le parole del direttore dell’Istituto Takeshi Sunohara ci danno speranza : "Sarà difficile far crescere bene tutti e quattro gli alberi, noi però ci proveremo in modo che potremo trasmettere alle future generazioni non solo la memoria storica ma anche quella genetica del Pino sopravvissuto”, ancora di più ce le danno quelle di un dirigente della Sumitomo Forestry Co di Tokyo, l’importante società giapponese, anche lei scesa in campo, in collaborazione con l’Istituto di Ricerca di Tsukuba, con la sua competenza nella biotecnologia, per far crescere tessuti cellulari originali dai campioni prelevati del Pino, che ha dichiarato ci piacerebbe usare la nostra tecnologia per contribuire a far rinascere la pineta”. A completamento del tutto e “della trama del nostro film” postiamo anche il video nel quale potrete vedere il Pino solitario di Rikuzentakata. Buona visione!





venerdì 8 luglio 2011

2011 Anno Internazionale delle Foreste
Ecco lo spot della FAO.
Con il caldo che aumenta e il pericolo degli incendi boschivi in agguato (incendi spesso di origine dolosa, a proposito potete léggere a questo link i consigli del Corpo Forestale dello Stato) torniamo ancora a parlare dell'Anno internazionale delle Foreste , indetto per quest'anno dall'ONU, postando il bel video realizzato dalla FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations). Il testo che compare nel video dice: "le foreste sono la casa per 300 milioni di persone. 1,6 miliardi di persone vivono con esse. Noi tutti dipendiamo da esse, per l'aria, l'acqua e il riparo che ci danno, ma le foreste sono vulnerabili. Bisogna usarle saggiamente per un futuro sostenibile. Piantiamo, gestiamo e proteggiamo le foreste per la gente." Buona visione.





domenica 3 luglio 2011

Venerdì 8 Luglio 2011
uscirà nelle sale cinematografiche italiane il film
"L' Albero"
di Julie Bertuccelli.
Dopo una lunga attesa Venerdì 8 Luglio 2011 uscirà nelle sale italiane il film "L'Albero" della regista francese Julie Bertuccelli. Il film distribuito dalla Videa- cde è stato girato in Australia e vede protagonista uno stupendo Ficus macrophylla. Noi ne abbiamo già parlato a Ottobre del 2010 insieme al suo trailer originale , nel post di oggi invece inseriamo quello in italiano. Consigliamo la sua visione al cinema a tutti gli amici degli alberi!





Queste le sale cinematografiche dove verrà proiettato:
Bologna - Capitol
Via Indipendenza 74
Catania - Ariston
Via Balduino 17/b
Firenze - Adriano
Via Romagnosi 46
Genova - City
Vico Carmagnola 9
Milano - Colosseo
Viale Montenero 84
Napoli - Ambasciatori
Via Crispi 31
Roma - Mignon - Intrastevere
Via Viterbo 11
Vicolo Moroni
Torino - Eliseo
Via Monginevro 42

venerdì 1 luglio 2011

L'albero e il gatto
(Дерево и кошка)
un film del Kievnauchfilm.

"Se non fosse per il gatto l'albero non avrebbe nessuna storia da raccontare" con queste parole finisce il bellissimo film di animazione "Дерево и кошка" (L'Albero e il gatto) che abbiamo scovato grazie alle nostre attive ricerche sulla rete e che postiamo oggi in esclusiva per l'Italia. Il film è stato prodotto dallo studio cinematografico Kievnauchfilm di Kiev ( un importante studio creato dall'Unione sovietica nel 1941, con la specializzazione in documentari e film di animazione, ora trasformato in National Cinematheque of Ukraine) nel 1983 ed è diretto da Ye. Sivokon. "L'Albero e il gatto" è un film poetico e struggente che racconta la storia di un gatto dal portamento nobile ed elegante abbandonato da una carrozza e del suo incontro casuale con un albero solitario e saggio. Dopo un periodo di convivenza con l'albero il gatto tornerà nel mondo con le lezioni che avrà appreso dal grande albero. Il video è in lingua originale con i sottotitoli in inglese. Buona visione!

venerdì 20 maggio 2011

Acorn to Oak
un video di Neil Brohmall.


"Acorn to Oak" (Da ghianda a Quercia) è il titolo di un video, della durata di poco più di tre minuti, realizzato da Neil Bromhall, un appassionato cultore inglese di piante e giardini, che grazie alla tecnologia time-lapse , nell'arco di otto mesi di tempo, riesce a documentare con le sue riprese la trasformazione di una ghianda in una piccola piantina di quercia. Emozionante, assolutamente da vedere.

venerdì 13 maggio 2011

Peter e il suo melo
per salvare il pianeta

in gara con Paradise Oskar
all'Eurovision Song Contest 2011"Virgin and Child under an Apple Tree" 1530 circa,
Lucas Cranach il vecchio
, Hermitage,San Pietroburgo.
Torniamo a occuparci di canzoni con alberi protagonisti proprio in occasione della finale dell'Eurovision Song Contest 2011 che si svolgerà Sabato 14 Maggio 2011 a Dusseldorf, una manifestazione canora che coinvolge 43 paesi e che da quest'anno vedrà la partecipazione dell'Italia dopo 13 anni di assenza. La canzone sulla quale concentriamo la nostra attenzione è "Da da dam" scritta e cantata dal giovane cantautore finlandese Paradise Oskar che contiene all'interno del suo testo un melo saggio e dispensatore di frutti . Nato il 23 Ottobre del 1990 a Kirkkonummi in Finlandia, all'interno della piccola comunità di lingua svedese, Axel Ehnström, questo il suo nome all'anagrafe, dopo aver studiato pop e jazz al prestigioso Helsinki Music Institute, intraprende la carriera artistica cambiando il suo nome in Paradise Oskar per dedicarlo al personaggio omonimo, un vagabondo che suona l'organetto, tratto da libro di Astrid Lindgren "Rasmus e il vagabondo". La sua canzone "Da da dam" racconta la storia di un bambino, Peter, che ama stare sotto il melo del suo giardino a meravigliarsi della caduta dei suoi deliziosi frutti. A nove anni, però, scopre, grazie al suo insegnante di scuola ,che il nostro pianeta è malato e bisogna fare qualcosa per salvarlo. Decide allora di andare nel mondo per iniziare ad attivarsi per salvare il pianeta e scopre che alle sue richieste tutti rispondono solo con parole: "da,da, dam" da, da, dam". Nel video ufficiale vediamo infatti Peter aggirarsi in una serra popolata di piante e alberi con le foglie malate. A un certo punto compare la scritta "The last palm tree" " l'ultima palma", quella stessa palma che cade dalle mani di Peter, sotto forma di un modellino di plastica verde, della quale non si accorge sua madre (dam in svedese significa madre) mentre strattona il bambino, portandolo via.La canzone semplice e minimale, scritta dal giovane cantautore ventenne finlandese Paradise Oskar ci sembra quindi un buon segno per risvegliare nei giovani la coscienza ecologica, un inno innocente (ci piace il gioco di parole) per ripercorrere le tracce segnate da Peter e intaprendere insieme battaglie a difesa degli alberi e dell'ambiente. Postiamo il video ufficiale e il testo con una nostra traduzione maccheronica (se ne avete una migliore mandatecela). La canzone dopo aver superato una prima selezione è entrata in finale, ci sembra chiaro che noi tutti tifiamo per Peter.


"Da da dam"
Peter is smart, he knows each European country by heart, he likes to sit under an apple tree on his yard and wait for an apple to fall. When Peter is nine, his teacher tells him that this planet is dying that someone needs to put an end to it all and so when Peter comes home he tells his mom. I’m going out in the world to save our planet and i ain’t comin back until she’s saved.I’ll walk my way to see the King and parliament if they don’t help I’ll do it by myself. I don’t wanna be Da da dam. Peter is young, he tries to talk but no one listens to him, everybody’s busy living and dying, not thinking bout what they’re doing, but look at the boy who went out in the world to save our planet and he ain’t coming back until she’s saved.He walked his way to see the King and parliament, but they all turned their heads and walked away.Da da dam, da da dam.And now I’m going out in the world to save our planet and i ain’t comin back until she’s saved.I’m walkin in the footsteps that young Peter made and everybody is welcome to join and sing with me Da da dam.

Peter è intelligente, conosce il nome di ogni paese europeo a memoria, gli piace sedersi sotto un albero di melo nel suo giardino e attendere che caschi una mela. Quando Peter compie nove anni il suo insegnante gli dice che questo pianeta sta morendo che c’è bisogno di qualcuno per mettere fine a tutto questo e così quando Peter torna a casa dice a sua madre io vado nel mondo per salvare il nostro pianeta e non torno indietro finché non l’avrò salvato. Io camminerò a mio modo per vedere il Re e il parlamento e se non mi aiutano lo farò da solo. Non voglio essere uno che dice da da dam. Lui prova a parlare, ma nessuno lo ascolta ognuno è occupato a vivere e morire. Nessuno pensa a quello che stanno facendo, ma hanno visto quel ragazzo che è andato nel mondo per salvare il pianeta e non tornerà fino a quando lui non l’avrà salvato. Lui s’incamminò a suo modo per vedere il re e il parlamento ma tutti girarono le loro teste dall’altra parte e andarono via. Ed ora io sto andando nel mondo per salvare il nostro pianeta e non tornerò fino a quando non l’avrà salvato. Sto percorrendo le tracce del giovane Peter e ognuno e benvenuto ad unirsi e farlo con me e a cantare da da dam.

lunedì 4 aprile 2011

Alberi che toccano il cielo
Guida agli alberi monumentali
del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi


Buone notizie per gli alberi monumentali italiani. E queste notizie provengono dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi dove è stato messo a punto un sistema Webgis , accessibile a tutti gratuitamente in rete, per andare alla scoperta degli esemplari arborei più significativi presenti all’interno del Parco e nelle sue immediate vicinanze. Grazie a questo importante censimento ora è possibile sapere dove si trovano i più grandi, i più vecchi fino ad arrivare ai più rari o bizzarri (suddivisi in singoli individui, gruppi e filari) alberi monumentali del Parco, vedere le loro foto e sapere maggiori notizie sulle loro condizioni di salute.Una banca dati , composta da 230 schede che descrivono oltre 600 alberi e arbusti di 62 specie, ancora in espansione, visto che gli alberi fino ad oggi inseriti nel WebGis non costituiscono l’intero campione censito, di cui volutamente non sono state riportati gli esemplari radicati in zone pericolose o di particolare protezione. In queste "Foreste ricche di storia e storie... boschi oscuri, spesso poco accessibili, ospitanti - specie nelle zone più recondite- entità arboree davvero uniche, spettatori silenziosi dei secoli passati: “alberi vetusti e monumentali”, testimoni della grandezza della natura e massima espressione delle sue potenzialità nel mondo vegetale, per età, dimensioni, bellezza o altro" sarà così possibile incrementare il numero di alberi censiti attraverso nuove segnalazioni che potranno essere indirizzate a natura@parcoforestecasentinesi.it. Speriamo e confidiamo nella possibilità che questo ottimo esempio venga ripreso da altri parchi e regioni d'Italia. Postiamo inoltre un video che ci da esaurienti informazioni sul progetto. Invece, per iniziare ad esplorare gli alberi monumentali delle foreste casentinesi , cliccate sull'immagine che segue, entrate nella pagina e poi cliccate di nuovo su "accedi al portale". Buon viaggio!

sabato 12 marzo 2011

Horchat hai Caliptus
Eucalipteto
di Naomi Sapir Shemer

Naomi Sapir Shemer 13 Luglio 1930- 26 Giugno 2004

Torniamo a parlare di canzoni dedicate agli alberi. Oggi è la volta della canzone " Horchat hai caliptus" (Eucalipteto) scritta in lingua ebraica nel 1954 dalla cantante e compositrice israeliana Naomi Sapir Shemer , definita la first lady della canzone israeliana, scomparsa a settantatre anni nel 2004 ( Google le ha dedicato l'anno scorso un suo logo in occasione dell'ottantesimo anniversario della sua nascita). La canzone, dalla musica dolce e romantica, è dedicata a un boschetto di Eucalipti che vive sulle sponde del fiume Giordano e che nonostante il passare del tempo continua a vivere nel suo rispettoso silenzio. Per ascoltarla abbiamo scelto la versione della cantante israeliana Ishtar, voce leader del gruppo francese Alabina. Dopo il video potete leggere il testo originale e la nostra traduzione in italiano. Buon ascolto con lo stormire degli Eucalipti.

Horchat hai caliptus
Kshe ima bah ahena yafa utzeira mos az aha al give a bana hahait. Halfu haavivim hatzi meah avra vetaltalim halchu ciba beintaim. Aval al hof yarden kemo meumal lo kara. Ata adumia vegam ota ata horad. Horchat hai caliptus hagesher lasira vereah hamaluah al hamaim. Horchat Hai caliptus hagesher lasira vereah hamaluah al hamaim. Bashebil hine yoredet edat hatinoqot hem bayarden irsha shebu ragtaim. Elu hatinoqot kbar lambu mispor ish mihanearim oshim mishunaim.
Eucalipteto
Quando mia madre è venuta qui bella e giovane, mio padre le costruì una casa sulla collina e dopo quasi mezzo secolo grazie al passaggio di ogni primavera i riccioli dei suoi capelli biondo scuro si sono trasformati in argento. Eppure nelle sponde del Giordano è come se niente fosse cambiato, troverai lo stesso vecchio silenzio, lo scenario è ancora lo stesso: l’Eucalipteto, il ponte e il vecchio barcone e l'odore di aria salata sull’acqua. E non molto lontano dall’altra sponda del Giordano i cannoni hanno sparato e ruggito e la pace e tornata finalmente in estate. Ora tutti i piccoli bambini son cresciuti per diventare uomini e son tornati indietro per costruire case sulla collina.

domenica 19 dicembre 2010

Un Olmo d'oro a Melbourne.
Buon Natale e Felice Anno Nuovo
a tutti gli Amici degli alberi.

Facciamo gli auguri di un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo a tutti gli amici degli alberi che hanno visitato il nostro blog nel 2010, quasi ventimila lettori, (e che ringraziamo per la vostra attenzione) postando un video che omaggia uno stupendo esemplare di Golden Wych Elm , Ulmus glabra 'Lutescens', dalla grande chioma e piantato nel 1938, che si trova nel pieno centro di Melbourne, in Australia, ad angolo tra Alexandra Parade e Punt Road, South Yarra. L' Ulmus glabra 'Lutescens', è una delle cultivar più belle dell'Ulmus glabra o Olmo montano che, per la caratteristica delle sue foglie che quando sono esposte a piena luce solare diventano giallo brillante, quasi color oro, viene chiamato Golden Elm. Albero di media grandezza e dalla crescita rapida, può arrivare a 15/20 metri di altezza formando a maturità una grande chioma rotonda. Molto conosciuto e piantato in America Australia e Nuova Zelanda ha la proprietà di essere una delle specie di Olmo che resiste alla Grafiosi dell'Olmo, Dutch elm disease (DED). L'esemplare di Melbourne, considerando il fatto che vive proprio nel centro della città, è veramente spettacolare, godiamocelo nel video "The Trees" di Alfred Zerfas. Buona visione e buone feste a tutti!

lunedì 13 dicembre 2010

La Psicologia dell'Albero
di
Massimo Napoli
Riceviamo da Massimo Napoli , artista, attore, scrittore e amico degli alberi , un suo importante contributo, dedicato agli alberi, intitolato "La psicologia dell'albero" da lui stesso recitato , in occasione di una mostra d'arte, Mercoledì 8 Dicembre 2010 alla Galleria Monserrato Arte 900, in via di Monserrato, 14 a Roma. Postiamo il testo integrale, una gradita anteprima in esclusiva per il nostro blog, e il video con la sua interpretazione. Buona visione, come sempre, dalla parte degli alberi.



1 COME POTREI NON SALUTARE quella piccola forma, a dire il vero ha poca forma se non riposta principalmente in quello che sarà, da tenersi appena tra i polpastrelli del pollice e dell’indice, quasi a stringere un pisello, un cece o un capezzolo, sempre che il nostro intento sia quello di afferrarla. Piccola forma che unita alle altre sue simili, diviene individuo di una nuova società. Una nuova società? Nuova, giovane e rinnovata! Essa spunta adagiata, assonnata e risvegliata, sola, ma in buona compagnia delle sue sorelle e amiche, con le quali vivrà per tutto il suo tempo. Insignificante e in letargo al principio, sviluppata e formata poi. La forma e il colore! Dal bianco, che è un colore, al rosa, al verdino. Esse sono estremità ancora in boccio, da cui si sviluppano le foglie o i fiori: future fronde, prossimi frutti. Giovani amiche, mute, si modellano, si configurano, si assomigliano.
2 COME POTREI NON SALUTARE l’insieme di coloro che discendono da un unico stipite: quello è un ramo cadetto della nostra famiglia. Biforcazione di fiume, lago o strada. Di scienza, arte o disciplina: la logica è un ramo della filosofia. Branca, filone o propaggine: avere un ramo di pazzia, non esser del tutto savio. Il “ramo” si è donato generosamente nel linguaggio, come un braccio, come un abbraccio.
3 COME POTREI NON SALUTARE gli alberi urbanizzati dei nostri viali, di sovente forzatamente impiegati come perno del nostro pattume, mentre essi ci urlano nel loro divino mutismo: -Io sono un albero, non un cassonetto!- I nostri sudici mozziconi di sigaretta, sbavati dalle nostre ripugnanti mucose, sferzati alla base di quei magnifici tronchi d’albero. Le nostre case belle e accoglienti e la natura da lordare. Misericordia!
4 COME POTREI NON SALUTARE gli alberi che vediamo correre senza muovere le gambe dal finestrino del treno. Maestosi, solitari, belli. Sculture di ottima fattura, scolpite come per capriccio e sempre pronti a farsi leggere come versi di poesia. Essi sono i nostri più cari e leali amici. Ci pompano i polmoni, mettendoci al riparo dalle insolazioni. Ci viene detto anche in prima elementare.
5 COME POTREI NON SALUTARE gli alberi sotto forma di foresta, dalla cifra planetaria. Tesoro, che non vi è parola per definirne il valore, se non quando nel distruggerlo contiamo i poveri centesimi che ci rimangono. Accecati dalla furia di carbonizzare tutto e tutti come le ondate devastatrici di Tamerlano, tutto arde, crepita, scricchiola e si polverizza.
6 COME POTREI NON SALUTARE quegli alberi, che formavano i primi fondali dei teatri greci, quando i conflitti umani si nobilitavano al cospetto della natura vera; tutto diveniva credibile. Alberi che divenivano luoghi, regni o Olimpo. Fondali e quinte fino ai ciliegi della Liubòv Andriéievna Raniévskaia e poi Adolphe Appia spazzò via tutto. Il teatro è connaturato nel legname, profumato e dorato.
7 COME POTREI NON SALUTARE la memoria dell’albero di Anna Frank, che con la sua alta cima, mostrandosi appena dall’alto, spogliandosi e rinverdendosi, la rassicurava regalandole il dono del senso del tempo. Ora da quell’albero morto nel mese di Agosto 2010, vi è una discendenza di decine di giovani piante. Coloro che ci annoiano, vantando ascendenze illustri, avranno progenitori di tale levatura?
8 COME POTREI NON SALUTARE il ciclo delle stagioni, fondamentali per ogni sano equilibrio, segnato da quella straordinaria clessidra, che è la foglia caduca. Foglie dal carattere effimero e passeggiero, dalla vita breve, quasi quanto quella delle farfalle, a rammentarci saggiamente, che tutto ha un inizio e una fine.
9 COME POTREI NON SALUTARE quegli alberi divenuti ceppi, per decapitarvi i condannati a morte. Forzati alla complicità, benché gli alberi non avessero mai espresso una loro scelta in favore della pena capitale. Intrisi di inutile sangue umano, quei poveri ceppi sono in balìa di disturbi della personalità.

lunedì 6 dicembre 2010

In Spagna, è un Eucalyptus globulus
l'albero dell'anno 2010

Organizzato dall'Associazione Bosques sin Fronteras e dalla Fundación Biodiversidad, si è svolto il 19 Novembre 2010 in Spagna il premio Bosques y Árboles del Año che ha visto vincere nella categoria "Albor gigante" lo stupendo e secolare esemplare di Eucalyptus globulus , chiamato più familiarmente Abuelo de Chavín (O Avó), il nonno di Chavin. Quest'albero straordinario dalle dimensioni eccezionali ( 71,40 metri di altezza per 10, 5 metri di circonferenza), uno degli alberi più alti d'Europa e (per rapporto altezza e circonferenza -72,5 metri cubi) l'albero più grande della Spagna, si trova in Galizia nel nord Ovest della Penisola Iberica, nel Monumento Naturale del Souto da Retorta nei pressi della città di Viveiro e facilmente raggiungibile da Lugo e Santiago de Compostela. L'Abuelo di Chavin fu piantato nel 1880 grazie a dei semi importati direttamente dall'Australia dal monaco benedettino Rosendo Salvado, di Tuy (Pontevedra), che si era spostato nel continente australe per svolgere la sua attività evangelizzatrice. Oggi nonostante l'azione fitofaga di un coleottero il Gonipterus scutellatus (sono le sue larve che si nutrono delle foglie) che lo vede seriamente attaccato sembra portare i suoi 130 anni di vita con orgoglio e fierezza. Postiamo un video nel quale potrete rendervi conto della sua grandezza.

martedì 8 giugno 2010

Il Tiglio del Presidente Obama
E’ in corso in questi giorni la spettacolare fioritura dei tigli. Alberi dal portamento nobile ed elegante, dal tronco scultoreo e robusto e dalla chioma maestosa e apportatrice di ombra. In omaggio alla loro inebriante e profumata fioritura che ci delizierà per queste settimane di giugno postiamo il video sul tiglio piantato l’anno scorso dal presidente Obama nei giardini della Casa Bianca. Un gesto simbolico che accomuna due esseri: un uomo sensibile e politico attento ed un albero nobile. E che ci fa comprendere quanto gli alberi siano importanti per la nostra cultura e il nostro pianeta.
“E’ un mercoledì, sono le 17.30 del pomeriggio del 28 ottobre del 2009 e Barack Obama il presidente degli Stati Uniti, da pochi giorni insignito del Premio Nobel della Pace, accompagnato dal “maestro del cerimoniale” Stephen W. Rochon pianta nei giardini della Casa Bianca un bellissimo albero di Tiglio, Tilia cordata, già grande e dal tronco liscio e lucente proveniente dai famosi vivai Halka Nurseries che si trovano a Millstone Township nel New Jersey e famosi per aver rifornito di alberi i posti più prestigiosi d’America ( da vedere assolutamente il loro sito nel quale spiegano come preparano le radici degli alberi per la nuova piantumazione). Perché questo evento e la scelta del tiglio? Perché nello stesso posto nel 1889 Benjamin Harrison, repubblicano, il ventitreesimo Presidente degli Stati Uniti, aveva piantato un esemplare di Quercia scarlatta, Quercus coccinea, che, dopo aver visto passare sotto le sue rosse chiome ben venti presidenti e vissuta per 118 anni, fu buttata giù durante un gran temporale nel 2007. George W. Bush la rimpiazzò nel 2008 con un nuovo esemplare di Quercus coccinea che però non attecchì. Per questo che i tecnici hanno consigliato Obama di provare con il tiglio sperando che le radici abbiano maggiore fortuna di quella del presidente precedente.”

Questo è il link al sito dei vivai
e questo il video






giovedì 6 maggio 2010

L'albero della Notte triste

La notte triste è quella del 30 Giugno del 1520 quando gli uomini di Hernan Cortes furono quasi completamente annientati dai guerrieri Aztechi nella battaglia di Tenochtitlan, oggi Città del Messico. E la leggenda vuole che mentre Cortes scappava, per riorganizzare le forze spagnole, abbia trovato un attimo di ristoro, insieme alla sua amante traduttrice La Malinche, per piangere i suoi uomini perduti (fu una vera e propria carneficina) sotto la chioma di un albero un Taxodium mucronatum, o Cipresso di Montezuma, chiamato anche Ahuehuete (āhuēhuētl) che in lingua Nauthl significava " albero che non invecchia mai". Una storia antica che ci insegna che gli alberi possono servire a far ritrovare la loro umanità fatta di sentimenti e passione anche a spietati condottieri portati a confrontarsi con durezza nelle battaglie della vita. I resti dell''albero originale, si trovano a Popotla, una zona periferica di Città del Messico, un albero che ha subito diversi danneggiamenti negli anni tra i quali l'ultimo nel 1980 , ad opera di un ubriaco che l'ha incendiato con petrolio. Secondo alcuni però l'Ahuehuete originale si troverebbe in altra zona. Altro Taxodium mucronatum e Albero della notte triste e con quasi 400 anni di vita si trova nello splendido parco El Retiro di Madrid. Albero quest'ultimo famoso perchè riusci a sopravvivere all'occupazione dell'Esercito francese del 1808 che anzi per la sua grandezza e la robusta forma angolare dei suoi rami lo utilizzò per piazzarci sopra un cannone della sua artiglieria. Postiamo quindi due video che documentano meglio (il testo è in spagnolo) la storia di questi due alberi straordinari.

Nel primo video scopriamo la storia de "La noche triste" e dell'albero originale del quale rimangono ancora dei resti a Città del Messico.


Nel secondo video possiamo invece vedere la bellezza dell'antico e maestoso "albero de la noche triste" che si trova nello splendido Parco di "El Retiro" a Madrid.

venerdì 12 marzo 2010

Le facce degli alberi
di
Lucilla Lauricella

"Oh, come desidero ardentemente crescere...

Guardo fuori e l'albero dentro di me cresce"

Rainer Maria Rilke

E' la splendida poesia di Rainer Maria Rilke che ci introduce all'opera fotografica di Lucilla Lauricella "Le facce degli alberi" . Un lavoro che va avanti da anni, con mostre, incontri, seminari che si sono svolte in molte città d'Italia, alla ricerca delle " innumerevoli facce che gli alberi possono mostrare all’occhio attento di chi guarda oltre, perché si avvicina loro con l’animo di chi li sente vivi...Le facce degli alberi… o degli spiriti che in essi dimorano. Perché negli alberi, secondo i miti e le fiabe di tutte le culture del mondo, dimorano gli Spiriti della Natura: creature eteree, capaci di mutare continuamente aspetto, e di manifestarsi come animali, piante e persone, forme comunque riconoscibili dall’uomo in base alle sue aspettative." Nella foto eccoci con Lucilla (la seconda da sinistra) e Monica Cerri sorridenti accanto a Julia Butterfly Hill il 9 Settembre del 2009 all'Orto Botanico di Firenze. Quello che segue è invece un video realizzato su alcune delle sue opere. Per entrare invece nel sito e mettersi in contatto con Lucilla cliccate su questo link . Buona visione con le facce degli alberi!




mercoledì 27 maggio 2009

Un anno in 40 secondi
Un video di Eirick Solheim

One year in 40 seconds from Eirik Solheim on Vimeo.

Se fosse così semplice
Architetti della motosega, pseudogiardinieri, direttori di cantieri e creatori di ordine e sicurezza ricordatevi che un albero è fatto di rami e bellezza. Una volta che questi vengono tagliati, moncati, mutilati, l'albero perde la forma e il suo carattere che non ritornerà mai più come prima.
Che questo video impossibile (perché montato all'incontrario) dal titolo
"If only it were this easy"
sia un'occasione per riflettere ed iniziare a rispettare gli alberi e la loro bellezza.
La musica è "Opus 36" di Dustin O'Halloran