martedì 20 dicembre 2011
venerdì 29 luglio 2011
del grande prato.

domenica 24 luglio 2011
in una sola giornata 4 milioni di alberi

Il Presidente del Messico Felipe Calderón durante la piantumazione di un albero.
lunedì 18 luglio 2011
mercoledì 13 luglio 2011
Ci fa sempre molto piacere leggere articoli che riguardano gli alberi quando escono sui quotidiani italiani. Cosi è stato per la lettura del bellissimo e poetico articolo di Paolo Salom “Il Pino solitario che fa sognare il Giappone" uscito sul Corriere della Sera dell’11 Luglio 2011 (questo il link all'articolo). Peccato però, perché questo articolo, che riprende la notizia (che già aveva fatto il giro delle agenzie di stampa di mezzo mondo) del Pino solitario di Rikuzentakata, l’unico sopravvissuto in una pineta di 70.000 esemplari allo tsunami giapponese del 11 Marzo e divenuto un simbolo importante per la rinascita del Giappone, ci dia solo delle informazioni parziali, o meglio delle informazioni a metà, un bellissimo primo tempo di un film, mancante però del secondo, fondamentale per capire l’evoluzione e lo svolgimento della trama. Per questo allora che cercheremo con questo post di completare le informazioni mancanti nell’articolo, partendo da quelle di cui siamo già in possesso. La spiaggia di Takata Matsubara, si trova in Giappone a Rikuzentakata nella Prefettura di Iwate. Nel 1927 era stata selezionata tra i cento paesaggi più importanti del Giappone (chiamati Showa era) mentre nel 1940 era stata designata “Place of Scenic beauty”. Questi suoi riconoscimenti e l’afflusso continuo di turisti (solo l’anno scorso 1.04 milioni) gli derivavano dal fatto che la sua sabbia gialla e soffice si trovava a soli trecento metri da un’antica pineta, composta da migliaia di Pini (quasi 70.000) piantati 360 anni fa per combattere l’erosione della costa e proteggere dai venti marini le coltivazioni agricole all’interno, con un’estensione di quasi due chilometri. Lo tsunami dell’11 Marzo del 2011, conseguente al tremendo terremoto che ha colpito Giappone, ha distrutto tutto quello che c’era sulla costa, pineta, strade, abitazioni e si è anche mangiato centinaia di metri di spiaggia. Ora infatti “The miracle tree” l’albero del miracolo che i Giapponesi hanno chiamato “kiseki no ippon matsu" (il miracolo albero Pino solitario), l’unico che sia riuscito a sopravvivere a questa tragedia, si trova a dieci metri dall’attuale bagnasciuga e quindi in serio pericolo di vita, non solo (ma come si sottolinea nell’articolo) l’eccessiva presenza di sale nel terreno probabilmente ha creato dei seri danni all’apparato radicale del Pino , alto 10 metri e con un’età stimata tra i 270 e 280 anni, che avrebbe così poche speranze di continuare a vivere. E’a questo punto, però, che parte il secondo tempo del nostro bellissimo film, con una notizia fresca datata 14 giugno 2011 e nella quale si viene a sapere che l’Istituto “ The Forest Tree Breeding Center of the Forestry and Forest Products Research Institute” di Tsukuba, nella prefettura di Ibaraki , ha confermato la crescita di quattro piccole piantine, ottenute attraverso la tecnica dell’innesto da ramoscelli prelevati dal pino solitario di Rikuzentakata e che preserveranno il suo originale materiale genetico. I ricercatori dell’Istituto, infatti, dopo aver avuto il permesso dalla Takata Matsubara Protection Society (la società che si sta occupando di risistemare tutta l’area colpita dallo tsunami) di tentare la propagazione dell’albero simbolo attraverso la tecnica dell’innesto, il 22 Aprile di quest’anno, hanno raccolto dal Pino cento piccoli ramoscelli, della lunghezza di cinque centimetri e con gemme, che poi sono stati portati al centro dell’ufficio regionale per la crescita di Tohoku (Tohoku Regional Breeding Office) dove, dopo essere stati lavati con acqua fresca per rimuovergli il sale, sono stati innestati su 100 esemplari di Pini rossi e neri( non siamo riusciti a capire di che specie sia il pino solitario, negli articoli si parla di red pine e black pine che ipotizzando potrebbero essere Pinus resinosa Sol. Ex Aiton e Pinus thunbergii Parl. , se magari sapete qualcosa di più fatecelo sapere). Il periodo per l’innesto non era sicuramente quello giusto , però non si poteva fare altrimenti. Ora si tratterà di aspettare l’estate e l’inverno per sapere se le piantine ce la faranno a diventare grandi (in tre anni potranno diventare alberi alti 50 centimetri) ed essere ripiantate per ricreare la pineta. E se le parole del direttore dell’Istituto Takeshi Sunohara ci danno speranza : "Sarà difficile far crescere bene tutti e quattro gli alberi, noi però ci proveremo in modo che potremo trasmettere alle future generazioni non solo la memoria storica ma anche quella genetica del Pino sopravvissuto”, ancora di più ce le danno quelle di un dirigente della Sumitomo Forestry Co di Tokyo, l’importante società giapponese, anche lei scesa in campo, in collaborazione con l’Istituto di Ricerca di Tsukuba, con la sua competenza nella biotecnologia, per far crescere tessuti cellulari originali dai campioni prelevati del Pino, che ha dichiarato “ci piacerebbe usare la nostra tecnologia per contribuire a far rinascere la pineta”. A completamento del tutto e “della trama del nostro film” postiamo anche il video nel quale potrete vedere il Pino solitario di Rikuzentakata. Buona visione!venerdì 8 luglio 2011
Ecco lo spot della FAO.
Con il caldo che aumenta e il pericolo degli incendi boschivi in agguato (incendi spesso di origine dolosa, a proposito potete léggere a questo link i consigli del Corpo Forestale dello Stato) torniamo ancora a parlare dell'Anno internazionale delle Foreste , indetto per quest'anno dall'ONU, postando il bel video realizzato dalla FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations). Il testo che compare nel video dice: "le foreste sono la casa per 300 milioni di persone. 1,6 miliardi di persone vivono con esse. Noi tutti dipendiamo da esse, per l'aria, l'acqua e il riparo che ci danno, ma le foreste sono vulnerabili. Bisogna usarle saggiamente per un futuro sostenibile. Piantiamo, gestiamo e proteggiamo le foreste per la gente." Buona visione.domenica 3 luglio 2011
Dopo una lunga attesa Venerdì 8 Luglio 2011 uscirà nelle sale italiane il film "L'Albero" della regista francese Julie Bertuccelli. Il film distribuito dalla Videa- cde è stato girato in Australia e vede protagonista uno stupendo Ficus macrophylla. Noi ne abbiamo già parlato a Ottobre del 2010 insieme al suo trailer originale , nel post di oggi invece inseriamo quello in italiano. Consigliamo la sua visione al cinema a tutti gli amici degli alberi!Torino - Eliseo
venerdì 1 luglio 2011
un film del Kievnauchfilm.
venerdì 20 maggio 2011
venerdì 13 maggio 2011
per salvare il pianeta
"Virgin and Child under an Apple Tree" 1530 circa,Lucas Cranach il vecchio , Hermitage,San Pietroburgo.
lunedì 4 aprile 2011
sabato 12 marzo 2011
Naomi Sapir Shemer 13 Luglio 1930- 26 Giugno 2004
Torniamo a parlare di canzoni dedicate agli alberi. Oggi è la volta della canzone " Horchat hai caliptus" (Eucalipteto) scritta in lingua ebraica nel 1954 dalla cantante e compositrice israeliana Naomi Sapir Shemer , definita la first lady della canzone israeliana, scomparsa a settantatre anni nel 2004 ( Google le ha dedicato l'anno scorso un suo logo in occasione dell'ottantesimo anniversario della sua nascita). La canzone, dalla musica dolce e romantica, è dedicata a un boschetto di Eucalipti che vive sulle sponde del fiume Giordano e che nonostante il passare del tempo continua a vivere nel suo rispettoso silenzio. Per ascoltarla abbiamo scelto la versione della cantante israeliana Ishtar, voce leader del gruppo francese Alabina. Dopo il video potete leggere il testo originale e la nostra traduzione in italiano. Buon ascolto con lo stormire degli Eucalipti.
domenica 19 dicembre 2010
lunedì 13 dicembre 2010
1 COME POTREI NON SALUTARE quella piccola forma, a dire il vero ha poca forma se non riposta principalmente in quello che sarà, da tenersi appena tra i polpastrelli del pollice e dell’indice, quasi a stringere un pisello, un cece o un capezzolo, sempre che il nostro intento sia quello di afferrarla. Piccola forma che unita alle altre sue simili, diviene individuo di una nuova società. Una nuova società? Nuova, giovane e rinnovata! Essa spunta adagiata, assonnata e risvegliata, sola, ma in buona compagnia delle sue sorelle e amiche, con le quali vivrà per tutto il suo tempo. Insignificante e in letargo al principio, sviluppata e formata poi. La forma e il colore! Dal bianco, che è un colore, al rosa, al verdino. Esse sono estremità ancora in boccio, da cui si sviluppano le foglie o i fiori: future fronde, prossimi frutti. Giovani amiche, mute, si modellano, si configurano, si assomigliano.
2 COME POTREI NON SALUTARE l’insieme di coloro che discendono da un unico stipite: quello è un ramo cadetto della nostra famiglia. Biforcazione di fiume, lago o strada. Di scienza, arte o disciplina: la logica è un ramo della filosofia. Branca, filone o propaggine: avere un ramo di pazzia, non esser del tutto savio. Il “ramo” si è donato generosamente nel linguaggio, come un braccio, come un abbraccio.
3 COME POTREI NON SALUTARE gli alberi urbanizzati dei nostri viali, di sovente forzatamente impiegati come perno del nostro pattume, mentre essi ci urlano nel loro divino mutismo: -Io sono un albero, non un cassonetto!- I nostri sudici mozziconi di sigaretta, sbavati dalle nostre ripugnanti mucose, sferzati alla base di quei magnifici tronchi d’albero. Le nostre case belle e accoglienti e la natura da lordare. Misericordia!
4 COME POTREI NON SALUTARE gli alberi che vediamo correre senza muovere le gambe dal finestrino del treno. Maestosi, solitari, belli. Sculture di ottima fattura, scolpite come per capriccio e sempre pronti a farsi leggere come versi di poesia. Essi sono i nostri più cari e leali amici. Ci pompano i polmoni, mettendoci al riparo dalle insolazioni. Ci viene detto anche in prima elementare.
5 COME POTREI NON SALUTARE gli alberi sotto forma di foresta, dalla cifra planetaria. Tesoro, che non vi è parola per definirne il valore, se non quando nel distruggerlo contiamo i poveri centesimi che ci rimangono. Accecati dalla furia di carbonizzare tutto e tutti come le ondate devastatrici di Tamerlano, tutto arde, crepita, scricchiola e si polverizza.
6 COME POTREI NON SALUTARE quegli alberi, che formavano i primi fondali dei teatri greci, quando i conflitti umani si nobilitavano al cospetto della natura vera; tutto diveniva credibile. Alberi che divenivano luoghi, regni o Olimpo. Fondali e quinte fino ai ciliegi della Liubòv Andriéievna Raniévskaia e poi Adolphe Appia spazzò via tutto. Il teatro è connaturato nel legname, profumato e dorato.
7 COME POTREI NON SALUTARE la memoria dell’albero di Anna Frank, che con la sua alta cima, mostrandosi appena dall’alto, spogliandosi e rinverdendosi, la rassicurava regalandole il dono del senso del tempo. Ora da quell’albero morto nel mese di Agosto 2010, vi è una discendenza di decine di giovani piante. Coloro che ci annoiano, vantando ascendenze illustri, avranno progenitori di tale levatura?
8 COME POTREI NON SALUTARE il ciclo delle stagioni, fondamentali per ogni sano equilibrio, segnato da quella straordinaria clessidra, che è la foglia caduca. Foglie dal carattere effimero e passeggiero, dalla vita breve, quasi quanto quella delle farfalle, a rammentarci saggiamente, che tutto ha un inizio e una fine.
9 COME POTREI NON SALUTARE quegli alberi divenuti ceppi, per decapitarvi i condannati a morte. Forzati alla complicità, benché gli alberi non avessero mai espresso una loro scelta in favore della pena capitale. Intrisi di inutile sangue umano, quei poveri ceppi sono in balìa di disturbi della personalità.
lunedì 6 dicembre 2010

Organizzato dall'Associazione Bosques sin Fronteras e dalla Fundación Biodiversidad, si è svolto il 19 Novembre 2010 in Spagna il premio Bosques y Árboles del Año che ha visto vincere nella categoria "Albor gigante" lo stupendo e secolare esemplare di Eucalyptus globulus , chiamato più familiarmente Abuelo de Chavín (O Avó), il nonno di Chavin. Quest'albero straordinario dalle dimensioni eccezionali ( 71,40 metri di altezza per 10, 5 metri di circonferenza), uno degli alberi più alti d'Europa e (per rapporto altezza e circonferenza -72,5 metri cubi) l'albero più grande della Spagna, si trova in Galizia nel nord Ovest della Penisola Iberica, nel Monumento Naturale del Souto da Retorta nei pressi della città di Viveiro e facilmente raggiungibile da Lugo e Santiago de Compostela. L'Abuelo di Chavin fu piantato nel 1880 grazie a dei semi importati direttamente dall'Australia dal monaco benedettino Rosendo Salvado, di Tuy (Pontevedra), che si era spostato nel continente australe per svolgere la sua attività evangelizzatrice. Oggi nonostante l'azione fitofaga di un coleottero il Gonipterus scutellatus (sono le sue larve che si nutrono delle foglie) che lo vede seriamente attaccato sembra portare i suoi 130 anni di vita con orgoglio e fierezza. Postiamo un video nel quale potrete rendervi conto della sua grandezza.
martedì 8 giugno 2010
E’ in corso in questi giorni la spettacolare fioritura dei tigli. Alberi dal portamento nobile ed elegante, dal tronco scultoreo e robusto e dalla chioma maestosa e apportatrice di ombra. In omaggio alla loro inebriante e profumata fioritura che ci delizierà per queste settimane di giugno postiamo il video sul tiglio piantato l’anno scorso dal presidente Obama nei giardini della Casa Bianca. Un gesto simbolico che accomuna due esseri: un uomo sensibile e politico attento ed un albero nobile. E che ci fa comprendere quanto gli alberi siano importanti per la nostra cultura e il nostro pianeta.“E’ un mercoledì, sono le 17.30 del pomeriggio del 28 ottobre del 2009 e Barack Obama il presidente degli Stati Uniti, da pochi giorni insignito del Premio Nobel della Pace, accompagnato dal “maestro del cerimoniale” Stephen W. Rochon pianta nei giardini della Casa Bianca un bellissimo albero di Tiglio, Tilia cordata, già grande e dal tronco liscio e lucente proveniente dai famosi vivai Halka Nurseries che si trovano a Millstone Township nel New Jersey e famosi per aver rifornito di alberi i posti più prestigiosi d’America ( da vedere assolutamente il loro sito nel quale spiegano come preparano le radici degli alberi per la nuova piantumazione). Perché questo evento e la scelta del tiglio? Perché nello stesso posto nel 1889 Benjamin Harrison, repubblicano, il ventitreesimo Presidente degli Stati Uniti, aveva piantato un esemplare di Quercia scarlatta, Quercus coccinea, che, dopo aver visto passare sotto le sue rosse chiome ben venti presidenti e vissuta per 118 anni, fu buttata giù durante un gran temporale nel 2007. George W. Bush la rimpiazzò nel 2008 con un nuovo esemplare di Quercus coccinea che però non attecchì. Per questo che i tecnici hanno consigliato Obama di provare con il tiglio sperando che le radici abbiano maggiore fortuna di quella del presidente precedente.”
giovedì 6 maggio 2010
Nel primo video scopriamo la storia de "La noche triste" e dell'albero originale del quale rimangono ancora dei resti a Città del Messico.
Nel secondo video possiamo invece vedere la bellezza dell'antico e maestoso "albero de la noche triste" che si trova nello splendido Parco di "El Retiro" a Madrid.
venerdì 12 marzo 2010
"Oh, come desidero ardentemente crescere...
Guardo fuori e l'albero dentro di me cresce"
Rainer Maria Rilke
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