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domenica 20 aprile 2014

The Magnolia tree

The Magnolia tree 
una canzone di  Truckstop Honeymoon

Truckstop Honeymoon in una foto di  Elsa Hahne. 
Torniamo a distanza di tempo ad occuparci di canzoni con alberi protagonisti concentrando la nostra attenzione su "The Magnolia tree" una ballata dolce dal testo semplice e poetico pubblicata nel 2007 dal gruppo americano Truckstop Honeymoon nell'album "Delivery Boy".La storia del gruppo musicale Truckstop Honeymoon composto da Mike West e Katie Euliss inizia a New Orleans, dove Katie suona il contrabasso e il pianoforte blues per le strade del quartiere francese. A New Orleans Katie incontra Mike, che suona il banjo vendendo i suoi cd ai turisti, è amore a prima vista si sposano e iniziano a girare “on the road” insieme. Trascorrono la loro prima notte di nozze (Honeymoon vuol dire viaggio di nozze) in un Truck stop (autogrill per camionisti) da qualche parte tra Lafayette e il Atchafalaya Swamp, un evento dal quale deriverà il nome del loro gruppo musicale. Si trasferiscono a New Orleans ma nel 2005 la loro casa insieme allo studio di registrazione vengono spazzati via dall'uragano Katrina. Vivono per alcuni mesi nel loro furgone e poi si trasferiscono insieme alla loro famiglia (ben quattro bambini) a Lawrence nel Kansas dove ricostruiscono il loro studio e iniziano a comporre canzoni e a pubblicare dischi e canzoni. Postiamo il video della canzone più il testo originale e la traduzione. Buon ascolto a tutti gli Amici degli alberi. 
Poiché ti amo così tanto e tu sei così buono con me sto andando a  piantare un albero di Magnolia.


Coz I love you so much and you're so good to me
I'm going to plant a Magnolia Tree.
It will grow tall, and we will grow old.
Then I will dig us a deep wide hole
The Magnolia Tree
I will go first and then you will join me
There in the shade of the Magnolia Tree
You in a dress, and me in a suit
We will lie together in the tangled root
The Magnolia Tree
And our flesh will rot but our bones will not scatter
The roots of that tree, will bind us together
In life we are married by preacher and church
In death we will be married in rich black earth
The Magnolia Tree
And when we are gone, our children will come
In the poring rain and the burning sun
They will find comfort in our memory
Shade and shelter under that tree
The Magnolia Tree
  
Poiché ti amo così tanto e tu sei così buono con me
Sto andando a piantare un albero di Magnolia.
Crescerà alto, e noi invecchieremo.
Allora io scaverò un buco larga e profonda
L'albero di Magnolia
Andrò via prima io e poi ti unirai a me
all'ombra dell'albero di Magnolia
Tu in un vestito e io in un abito
Noi giaceremo insieme aggrovigliati tra le radici
L'albero di Magnolia 
La nostra carne si decomporrà, ma le nostre ossa non si disperderanno
Le radici dell'albero, ci uniranno insieme
Nella vita siamo stati sposati da un prete in chiesa
Nella morte saremo sposati nella ricca terra nera
L'albero di Magnolia
E quando ce ne saremo andati verranno poi  i nostri figli 
Nella pioggia battente o nel sole cocente
Loro troveranno conforto nella nostra memoria
Ombra e riparo sotto l'albero
L'albero di Magnolia.

giovedì 22 novembre 2012


"Alberi "
una canzone dei
Robarootz
" tutto quello che chiediamo è solamente una goccia di pioggia"
Novembre,  è tempo di foglie caduche dai toni rossi e gialli, e , con l'inverno che incalza,  torniamo a  occuparci di canzoni che parlano di alberi. Stavolta dedichiamo il nostro spazio a un gruppo reggae- campagnolo (dei colli Tortonesi, quelli di Fausto Coppi, del barbera e del cortese, così si descrivono nella loro presentazione) composto da quattro ragazzi di origine piemontese ( Davide Barbaglia, Davide Canepa, Federico Lodi, Michele Tranquilli e due ragazze brasiliane Wallace Miquelin e Anna Souza) dal nome facile da ricordare e con un preciso riferimento alla radici degli alberi (anche nel loro logo) i Robarootz.  Postiamo, in una specie di anteprima,   il video ( è uscito in rete solo da qualche giorno ) della loro canzone dal titolo " Alberi " diretto da Davide Bonaldo. Il testo della canzone, ma anche il video, ci sembra ben realizzato e in accordo con il nostro spirito di Amici degli alberi. Non ci resta che augurarvi una buona visione.   


 



sabato 21 luglio 2012

"Gernikako Arbola"
La Quercia di Guernica.
Siamo in piena estate, anche se per qualche giorno il tempo cambierà,  portando si spera,  pioggia ristoratrice per i nostri amici alberi, abbastanza provati in questi ultimi giorni da una prolungata siccità, in atmosfera quasi vacanziera, concentriamo ancora la nostra attenzione sulle canzoni che hanno alberi protagonisti. Oggi tocca a un albero famoso, il Gernikako arbola una Quercia (probabilmente un ibrido di Quercus pyrenaica Willd.)  le cui origini, risalgono al quattordicesimo secolo, morta diverse volte, ma poi ripiantata attraverso quattro generazioni. Quella nella foto è quella attuale (a questo link maggiori notizie sull'albero) piantata il 25 Febbraio del 2005 al posto della " madre", a sua volta piantata nel 1860, sopravvissuta alle truppe franchiste prima e al bombardamento del  1937 poi, ma non all'azione demolitrice di un fungo). Il Gernikako arbola si trova a Guernica, la piccola città dei Paesi Baschi a nord est della Spagna famosa per il bombardamento subito nel 1937 e il quadro omonimo di Pablo Picasso. Questo albero ancora oggi simboleggia le libertà tradizionali  di tutti gli abitanti della Biscaglia e del popolo basco, perchè proprio  sotto le sue verdi fronde sin dal 1500 si tenevano "sagge" assemblee della comunità . La canzone  che presentiamo oggi, " Gernikako arbola"  omonima all'albero, fu presentata a  Madrid nel 1853 dal poeta basco Jose Maria Iparraguirre e ancora oggi molto sentita dal popolo basco e rappresenta una sorta di "marsigliese dei baschi". Postiamo il testo originale (potete leggere quello integrale nel link sull'albero)  e la traduzione.

Gernikako arbola da bedeinkatua , 
euskaldunen artean, guztiz maitatua.
Gernikako arbola da bedeinkatua , 
euskaldunen artean, guztiz maitatua.
Eman ta zabaltzazu, munduan frutua, 
adoratzen zaitugu, arbola santua.
 Eman ta zabaltzazu, munduan frutua, 
adoratzen zaitugu, arbola santua.
 Betiko bizidedin Jaunari eskatzeko, 
jarri gaitezen danok laster belauniko.
Betiko bizidedin Jaunari eskatzeko, 
jarri gaitezen danok laster belauniko.
Eta biotzetikan eskatu ezkero, arbola biziko da, orain eta gero.
 Eta biotzetikan eskatu ezkero arbola biziko da, orain eta gero.
Erregutu diogun jaungoiko jaunari, pakea emateko, orain eta beti.
Erregutu diogun jaungoiko jaunari, pakea emateko orain eta beti.
Baita indarra ere zedorren lurrari, eta bendizioa Euskal Herriari.
 Baita indarra ere zedorren lurrari, eta bendizioa Euskal Herriari.
L'albero di Guernica è benedetto tra i Baschi immensamente amato,   
dona e consegna i frutti sul mondo. Ti adoriamo, sacro albero.
Per farlo vivere per sempre preghiamo il Signore tutti noi inginocchiamoci velocemente:
e dal cuore per nostra richiesta l'albero vivrà ora e per sempre.
  Noi preghiamo il Signore Dio dacci la pace, ora e per sempre: e forza anche
alla Sua terra e la benedizione per Euskal Herria.
( N.d.T.  nel linguaggio basco  Euskal Herria, significa il popolo che parla la  lingua basca)

William Wordsworth
A completamento di questo nostro omaggio alla saggia Quercia di Guernica, ricca di Storia e Cultura (diffondere la cultura degli alberi è proprio il nostro fine ) inseriamo anche il testo del sonetto intitolato proprio  "The Oak of Guernica"   che nel 1810 il poeta romantico inglese William Wordsworth (1770- 1850)  (senz'altro una grande Amico degli alberi) le volle dedicare. 

The Oak of Guernica
Oak of Guernica! Tree of holier power
Than that which in Dodona did enshrine
(So faith too fondly deemed) a voice divine
Heard from the depths of its aerial bower--
How canst thou flourish at this blighting hour?
What hope, what joy can sunshine bring to thee,
Or the soft breezes from the Atlantic sea,
The dews of morn, or April's tender shower?
Stroke merciful and welcome would that be
Which should extend thy branches on the ground,
If never more within their shady round
Those lofty-minded Lawgivers shall meet,
Peasant and lord, in their appointed seat,
Guardians of Biscay's ancient liberty.

giovedì 12 luglio 2012

"Eucalyptus"
una canzone di 
Legittimo Brigantaggio

Torniamo a occuparci di canzoni con alberi protagonisti , questa volta concentrando la nostra attenzione su "Eucalyptus" una canzone del gruppo musicale italiano Legittimo Brigantaggio. Sesto brano dell'album "Liberamente tratto" uscito nel 2011, prodotto da Cinico Disincanto e distribuito da Audioglobe, Eucalyptus" è (come gli altri  brani dell'album, liberamente tratti da romanzi italiani) liberamente tratto da un romanzo :  "Canale Mussolini" di Antonio Pennacchi, vincitore del Premio Strega nel 2010. Nel libro vincitore del prestigioso concorso letterario (ideato nel 1947 da Maria e Goffredo Bellonci con il contributo di Guido Alberti ) l'autore dedica un lungo capitolo agli Eucalipti nel quale, dopo aver ripercorso la storia della loro piantumazione, realizzata nell'Agro Pontino, con una rigorosa metodicità e in gran numero, dall'Opera Nazionale Combattenti negli anni Trenta (una pratica diffusa e obbligatoria perché allora si pensava che l'effluvio balsamico dell'Eucalitpto servisse a togliere la malaria, ma anche per via della loro crescita rapida e della loro altezza che permetteva agli Eucalipti di comportarsi da ottime barriere frangivento per bloccare i forti venti provenienti dal mare non favorevoli alle coltivazioni agricole) sottolinea come i "nipoti dei vecchi pionieri" abbiano negli ultimi trent'anni portato avanti una politica di taglio diffuso e dissenato (si parla di milioni di esemplari), non solo per acquisire nuovi spazi edificabili ma anche per liberarsi di un "imbarazzante memoria" quella che li vede legati alla fondazione fascista. Postiamo il video del brano e a seguire il testo della canzone. Buon ascolto a tutti gli amici degli Alberi.

 Eucalyptus  
(testo e musica di Gaetano Lestingi)

Esodo, da una lunga notte di ottobre. Tempi turpi, di treni puntuali all’urlo dell’uomo nuovo. E’ l’appetito che viene senza mangiare che migra e che puzza di fame. Ettari di stelle da coltivare, terra promessa dalle zanzare e tu, palude o aratro tu. Istiga, malaria d’invidia questa mia bellezza, da strega, che parla alle api, che imprime nel ventre i suoi figli, concepiti tutti in una volta sola dal mio uomo istinto e parola. Con le gonne in bici e il sorriso fiero abbiamo potuto fare davvero Latina grande città del Nord.  Gli Eucalipti di Latina leccano il vento, che s'alza dal vicino mare, gli Eucalipti di Latina tremano al tormento di chi in braccio ha seghe per troncare.  Carico come un popolo che combatte dalla parte sbagliata è il mare di Anzio allo sbarco del ’44, arginato dalle astuzie innocenti di chi resiste a invasori impudenti. Chiuse le idrovore al mattino, abbiamo spiato l’Agro Pontino tornare pantano e acquitrino. Ansima sotto le mie lenzuola, non mette mai preservativi alla parola crudele, sulla mia lingua il profumo della sua pelle, oltre gli occhi che sono colmi di mistero, il cuore nomade come pensiero. Ettari di stelle da coltivare, terra promessa dalle zanzare e tu, palude o aratro tu. Gli Eucalipti di Latina succhiano i ruscelli che lenti emigrano nel mare, gli Eucalipti di Latina sono pipistrelli creature golose di zanzare. Gli Eucalipti di Latina hanno messo in crisi i nipoti dei vecchi pionieri, gli Eucalipti di Latina sono stati uccisi da chi si vergogna del suo ieri.

martedì 19 ottobre 2010

Amarra una cinta carmesì

Torniamo a parlare di canzoni dedicate agli alberi, riprendendone una famosa, già trattata nel post Querce, amori e nastri gialli del 3 Febbraio 2009 , che si chiama "Tie a yellow ribbon round the old oak tree" scritta da Irwin Levine e L.Russell Brown e portata per la prima volta al successo dal gruppo di Tony Orlando and Dawn. Questa canzone, eseguita negli anni da diversi cantanti e gruppi, racconta la storia di un "lui" che ritorna dopo tanto tempo nella sua città e per scoprire se la "lei" è ancora innamorata le scrive chiedendole di mettere, nel caso affermativo, un nastro giallo intorno alla vecchia quercia sotto la quale era nato il loro amore. La versione che postiamo oggi è quella colombiana di Jimmy Salcedo, cantante e presentatore molto popolare nel suo paese, nato nel 1944 e scomparso nel 1992 a soli quarantotto anni. In questa versione intitolata "Amarra una cinta", con la traduzione dall'inglese allo spagnolo, avvengono dei cambiamenti sostanziali : la quercia diventa un cedro (probabilmente perchè in centro america è più facile trovare cedri che querce) e il nastro giallo diventa color cremisi, (e questo forse per una migliore sonorità e avere una rima migliore nel ritornello).Giallo o cremisi, quercia o cedro, quindi ? A voi la scelta e buon ascolto. 

Amarra una cinta
Voy retornando a mi ciudad, y voy a ver si esta lo que deje y sabes que regreso por la carta que escribí. Debes tu saber que hacer si me quieres a mi, me quieres a mi. Amarra al árbol una cinta carmesí como tiempo atrás, tú lo hiciste así. Si no veo la cinta, en el cedro aquel seguiría en el bus, olvidandolo, no te culpo a ti, sino amarras al árbol esa cinta carmesí. Señor chofer mire por mí pues no resisto ver si no esta allí , me siento como un preso si mi amor no ha puesto ahí la pequeña cinta que me hará volver en mí en la carta le pedí. Amarrala con una cinta carmesí como tiempo atrás, tú lo hiciste así. Si no veo la cinta, en el cedro aquel seguiría en el bus, olvidandolo, no te culpo a ti .Sino amarras al árbol esa cinta carmesí. Ahora todo es alegría porque puestas veo allí cien cintas en el cedro como yo lo presentí y soy feliz si si cien cintas carmesí, cien cintas carmesí, cien cintas carmesí, cien cintas carmesí.

domenica 3 ottobre 2010

Auprès de mon arbre
di
Georges Brassens

Rimaniamo in Francia per continuare a parlare di canzoni dedicate agli alberi. Oggi è la volta di una famosa canzone di Georges Brassens cantautore, poeta, scrittore francese, nato a Sète il 22 Ottobre del 1921 e scomparso a Saint Gély du Fesc il 29 Ottobre del 1981, intitolata "Auprès de mon arbre" (Vicino al mio albero). Dalla canzone ironica e divertente e ritmata apprendiamo che non bisognerebbe allontanarsi troppo dalle querce grandi ed ombrose. Insieme al video postiamo il testo originale e la traduzione. Buon ascolto.
Auprès de mon arbre

J’ai plaqué mon chêne comme un saligaud. Mon copain le chêne, mon alter ego. On était du même bois un peu rustique, un peu brut, dont on fait n’importe quoi sauf naturellement les flûtes. J’ai maintenant des frênes, des arbres de Judée, tous de bonne graine, de haute futaie. Mais toi tu manques à l’appel, ma vieille branche de campagne mon seul arbre de Noël, mon mât de cocagne ! Auprès de mon arbre, je vivais heureux, j’aurais jamais dû m’éloigner de mon arbre. Auprès de mon arbre, je vivais heureux j’aurais jamais dû le quitter des yeux. Je suis un pauvre type, j’aurai plus de joie : j’ai jeté ma pipe, ma vieille pipe en bois, qui avait fumé sans se fâcher sans jamais m’brûler la lippe, l’tabac d’la vache enragée dans sa bonne vieille tête de pipe. J’ai des pipes d’écume Ornées de fleurons de ces pipes qu’on fume en levant le front Mais j’retrouverai plus, ma foi dans mon cœur ni sur ma lippe, le goût d’ma vieille pipe en bois sacré non d’une pipe ! (Ritornello) Le surnom d’infâme me va comme un gant : d’avec ma femme j’ai foutu le camp, parce que depuis tant d’années c’était pas une sinécure de lui voir tout le temps le nez au milieu de la figure.Je bats la campagne pour mériter la nouvelle compagne valant celle-là, qui, bien sûr, laissait beaucoup trop de pierres dans les lentilles, mais se pendait à mon cou quand j’perdais mes billes ! (Ritornello) J’avais une mansarde pour tout logement avec des lézardes sur le firmament je l’savais par cœur depuis et, pour un baiser la course, j’emmenais mes belles de nuit faire un tour sur la grande ourse. J’habite plus d’mansarde, il peut désormais tomber des hallebardes, je m’en bats l’œil mais, mais si quelqu’un monte aux cieux moins que moi, j’y paie des prunes y'a cent sept ans, qui dit mieux, qu’j’ai pas vu la lune ! (Ritornello)
Vicino al mio albero
Ho lasciato la mia quercia come un farabutto. La mia amica quercia il mio alter ego. Eravamo dello stesso legno, un po' rustico, un po' grezzo, con cui si può far di tutto, tranne ovviamente spezzarlo. Adesso ho dei frassini, degli alberi di Giuda, tutti di buon seme, di alto fusto, ma tu manchi all'appello, mio vecchio ramo di campagna il mio solo albero di Natale, il mio palo della cuccagna. Vicino al mio albero, vivevo felice, non avrei mai dovuto allontanarmi dal mio albero, vicino al mio albero vivevo felice, non avrei mai dovuto staccargli gli occhi di dosso. Sono un poveraccio, non troverò più nessuna gioia, ho buttato la mia pipa, la mia vecchia pipa di legno, Che aveva fumato senza arrabbiarsi, senza mai bruciarmi il labbro, Il tabacco da pochi soldi, nella sua buona vecchia testa di pipa. Ho delle pipe di schiuma, ornate di fregi, di quelle pipe che si fumano a testa alta, ma non ritroverò più, davvero, nel mio cuore né sul mio labbro il gusto della mia vecchia pipa in legno, sacramento di una pipa! (Ritornello) Il soprannome di infame, mi va come un guanto, dalla mia donna sono scappato via perché dopo tanti anni non era affatto facile vederle sempre il solito naso in mezzo alla faccia. Batto la campagna, per scovare una nuova compagna che valga quella là, che, certo, spesso lasciava qualche capello nella minestra, ma poi si appendeva al mio collo, quando mi giravano le palle. Avevo una mansarda come unico alloggio con un soffitto squarciato che dava sul firmamento, lo conoscevo a memoria da allora, e in cambio di un bacio portavo le mie belle di notte a fare un giro sull'Orsa Maggiore. Non abito più in quella mansarda ormai può piovere a catinelle, me ne frego, ma se trovo qualcuno più solo di me gli pago da bere, ormai è un'eternità davvero che non ho toccato la luna. Vicino al mio albero vivevo felice, non avrei mai dovuto allontanarmi dal mio albero. Vicino al mio albero, Vivevo felice, non avrei mai dovuto staccargli gli occhi di dosso.

sabato 10 aprile 2010

Hitachi tree
L'albero del sole nascente


Torniamo a parlare di canzoni dedicate agli alberi dedicando questo post ad un albero molto famoso in Giappone: l'Hitachi tree (Hitachi vuol dire "sole nascente" quindi albero del sole nascente). Un albero dalla grande chioma e dalla perfetta simmetria e con misure incredibili ( 25 metri di altezza, la circonferenza del tronco di sette metri mentre quella della chioma di ben 45 metri) che con i suoi 130 anni di età è stato adottato dal 1972 dalla multinazionale di componenti elettronici giapponese Hitachi, per promuovere la sua immagine nel mondo. L'Albero, meta sognata da tutti i giapponesi, si trova nelle isole Hawaii nei Moanalua Gardens a circa trenta minuti di macchina da Waikiki e per utilizzare i diritti della sua immagine l'Hitachi paga agli eredi di Samuel Mills Damon (divenuti proprietari dei giardini dopo che erano stati di proprietà della famiglia reale Kamehameha ) la somma di 400.000 dollari l'anno (fino al 2004 pagava però 20.000 dollari). L'Hitachi tree è un albero della pioggia (rain tree) o Monkey pod tree (albero del baccello della scimmia). Il suo nome botanico è Samanea saman (Jacq.) Merr. e fa parte della famiglia delle Fabaceae, una leguminosa quindi, che per forma delle foglie e dei fiori ricorda molto la "nostra" Albizia julibrissin. Il suo areale di provenienza è l' America centrale (Colombia, Venezuela, Perù , Messico) ed America del sud. Samanea infatti deriva da zamang, che vuol dire albero delle Mimosoideae in alcune lingue caraibiche del nord del Venezuela. Storico e di proporzioni eccezionali (ma è morto negli anni settanta) ) era il Saman chiamato Zamang del Guayre che tra il 1799 e il 1804 durante i suoi viaggi in America Centrale Alexander von Humboldt incontrò vicino Maracay in Venezuela, con una circonferenza della chioma che l'esploratore tedesco misurò in 180.8 m. Il nome albero della pioggia deriva invece da ben tre possibili motivi : le piccole foglie che si chiudono in giornate nuvolose (anche la sera, per riaprirsi con il sole) lasciando passare la pioggia sotto la chioma ombrosa; l'intensa melata prodotta dall'attività di alcuni insetti delle famiglia delle Cicadidae che si nutrono delle foglie; la caduta degli stami colorati dei fiori simili a piumini che fioriscono due volte l'anno a Maggio e a Novembre.
Se diversi sono stati i video realizzati in questi anni invariata invece è rimasta la canzone usata dal 1973 , una canzone oramai molto popolare che si chiama "Hitachi no ki". Postiamo il video con il testo giapponese e una possibile traduzione. La canzone è molto orecchiabile e facile da ripetere, proviamo ad impararla insieme? Per un albero così bello e importante penso che valga la pena, allora cantiamo tutti insieme : "Konoki nannoki kininaru ki" ...


Ecco il testo della canzone 
 Konoki nannoki kininaru ki - namaemoshiranai kidesukara namaemoshiranai kininarudeshou. Konoki nannoki kininaru ki - mitakotomonai kidesukara - mitakotomonai hanagasakudeshou. Konoki nannoki kininaru ki- minnagaatsumaru kidesukara- minnagaatsumaru miganarudeshou.
E questa una probabile traduzione (se ne avete una migliore mandatecela)
Quale albero è questo albero del quale prendersi cura? Un albero del quale conoscere il nome. Tu conosci il nome dell'albero? Un albero veramente strano. Gli alberi talvolta sono strani. Quale albero è questo del quale prendersi cura. Un albero che non avevo visto prima, il cui recinto non dovrebbe mai aver visto i suoi fiori.

martedì 9 marzo 2010

Arbre mon ami
di
Francis Bernier

Continuiamo il nostro viaggio sulle canzoni dedicate agli alberi postando una canzone con testo francese uscita nel 2007 "Arbre mon ami" degli autori Roger Tabra e Sylvain Michele cantanta dal bambino prodigio Francis Bernier nato in Canada nel Quebec a Saint Redempteur il 5 Settembre del 1997 e quindi ad appena dieci anni, in duetto con il cantante popolare del Quebec Patrick Norman. Bellissimo il testo, con una musica semplice, una voce limpida e squillante e con una conclusione emozionante , dopo il testo in lingua indiana, che dice "mio amico albero tu ci hai donato tutto come immaginare la vita senza che tu ci sia più." Da ascoltare e riascoltare per tutti gli amici degli alberi.


Questo il testo originale
Abre mon ami. Je t'ai pris dans mes bras. J'ai pleuré avec toi. Tu es mon frère de sang. Partout on t'étouffe
Arbre mon ami.Ils t'ont déporté. Détruit ta famille. Déserté ta forêt. Hey, hey.
Arbre mon ami.Tu regardes loin. Dans le cœur des humains. La tête dans le vent. Dans ta majesté.
Arbre mon ami. Si l'on savait. Tout ce que tu es. On t'aimerait. Hey, hey.
Toi, le dauphin du ciel. La baleine de la Terre. Le grand frère du loup. Le musicien des bois. Hey, hey.
Arbre mon ami. Tu nous fais respirer. Tu nous as réchauffés. Tu nous as transportés. Hey, hey.
Arbre mon ami. Tu regardes loin Dans le cœur des humains. La tête dans le vent. Dans ta majesté
Arbre mon ami. Si l'on savait. Tout ce que tu es. On t'aimerait.
Tshi Tapemenan. Hey, hey. Nemetshetenan Hey, hey. Tshitapemenan.

Nui inniunan Tshitapemenan Akua tutunan Nemetshetenan Kie nui inniunan Ute Uetshiat
Arbre mon ami. Tu nous as tout donné. Comment imaginer la vie. Si tu n'es plus là.

domenica 3 gennaio 2010

All'ombra di una vecchio melo
Eccoci a parlare, nel primo post del nuovo anno, di nuovo del melo, il Malus domestica, albero protagonista della nostra cultura e del nostro immaginario, delle numerose canzoni che alla sua ombra e bellezza sono state dedicate nel tempo . Dopo "Don't sit under the apple tree" "Non sederti sotto il melo con nessun altro, tranne me" inserita nel mese di Giugno del 2009 , stavolta nella giornata in cui Google

ha dedicato in occasione della nascita di Isaac Newton (il 4 Gennaio del 1643) un suo doodle all'albero del melo con una spettacolare animazione di una mela che cade (forse la prima volta che succede nella sua storia) e derivata dal famoso aneddoto (probabilmente solo leggenda) in cui Newton nel 1666, comprese la sua teoria sulla gravità proprio quando era seduto sotto un melo, dopo che una mela gli cadde sulla testa, inseriamo un'altra famosa canzone intitolata "In the Shade of the Old Apple Tree" "All'ombra di un vecchio melo". Scritta da Harry Williams e Egbert Van Alstyne fu pubblicata la prima volta nel 1905. Diverse sono state le orchestre e i cantanti che l'hanno portata al successo, ricordiamo Henry Burr, Judy Garland, Duke Ellington, Louis Armstrong & The Mills Brothers, Moms & Dads. Nel video che segue la vediamo nella versione del 1949 eseguita da Petula Clark e tratta dal film "Vote For Huggett", il secondo di una trilogia che vede protagonista Joe Huggett, un uomo politico che decide di candidarsi nelle locali elezioni municipali non senza ricorrere ai mezzi più disparati per vincere, come quello di cambiare il testo di una canzone popolare, talmente popolare al punto di essere stata fatta oggetto nel tempo di numerose parodie.

Questo è invece il testo del ritornello finale

In the shade of the old apple tree. Where the love in your eyes I could see.When the voice that I heard, like the song of the bird.Seem'd to whisper sweet music to me.I could hear the dull buzz of the bee.In the blossoms as you said to me.With a heart that is true, I'll be waiting for you.In the shade of the old apple tree

lunedì 28 settembre 2009

Gli alberi di Francis Cabrel
Francis Cabrel è un cantautore francese, molto conosciuto nel suo paese con al suo attivo ben 18 Album. Nato il 23 Novembre del 1953 ad Agen al sud della Francia , vive ad Astaffort vicino Tolosa ,dove si trasferì la sua famiglia subito dopo la sua nascita, città per la quale si è impegnato anche politicamente come amministratore . Diversi sono gli accenni nelle sue canzoni infatti a temi sociali e le sue partecipazioni a campagne di solidarietà in Francia. Agli alberi ha dedicato diverse canzoni. Nell'ultimo album uscito nel 2008 e intitolato "Des roses et des orties" c'è "Le chene liegeuna canzone nata sotto una quercia da sughero monumentale , noi postiamo invece una canzone del 1994 uscita nell'album "Un samedi soir sur la terre" dal titolo "L'arbre va tomber" . Bellissimo il testo a difesa degli alberi (quasi un inno direi) che riportiamo in francese e presto anche con la traduzione in italiano (se qualcuno la fa e ce la manda via mail lo ringraziamo vivamente). Una canzone da ascoltare e diffondere per tutti gli amici degli alberi.
L'arbre va tomber
(L'albero cadrà)

L'arbre va tomber, les branches salissaient les murs. Rien ne doit rester, le monsieur veut garer sa voiture. Nous, on l'avait griffé, juste pour mettre des flèches et des cœurs. Mais l'arbre va tomber, le monde regarde ailleurs. L'arbre va tomber, ca fera de la place au carrefour. L'homme est décidé et l'homme est le plus fort, toujours. C'est pas compliqué, ca va pas lui prendre longtemps. Tout faire dégringoler l''arbre avec les oiseaux dedans! Y avait pourtant tellement de gens qui s'y abritaient et tellement qui s'y abritent encore. Toujours sur nous penché quand les averses tombaient une vie d'arbre à coucher dehors. L'arbre va tomber, l'homme veut mesurer sa force. Et l'homme est décidé la lame est déjà sur l'écorce. Y avait pourtant tellement de gens qui s'y abritaient et tellement qui s'y abritent encore. Toujours sur nous penché quand les averses tombaient, une vie d'arbre à coucher dehors. L'arbre va tomber on se le partage déjà , y a rien à regretter c'était juste un morceau de bois. Un bout de forêt avancé trop près des maisons , et pendant qu'on parlait l'arbre est tombé pour de bon !Y avait pourtant tellement de gens qui s'y abritaient, et toutes ces nuits d'hiver quand les averses tombaient. T'as dû en voir passer des cortèges de paumés des orages, des météores. Et toutes ces nuits d'hiver quand les averses tombaient une vie d'arbre à coucher dehors, a perdre le nord, a coucher dehors.

Questo il link al sito ufficiale di Francis Cabrel