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mercoledì 8 settembre 2010

L'albero della pioggia :
ovvero il miracolo di Berlino.

Iepe Rubingh

Iepe B. T. Rubingh è un artista e performer olandese, nato il 17 Agosto del 1974. Famoso per aver inventato il Chess boxing e per i suoi interventi a Berlino e a Tokyo (qui per questa performance ha scontato dieci giorni di carcere) dove, dopo essersi vestito "Joker", è riuscito a bloccare il traffico automobilistico semplicemente con del nastro di plastica ( quello bianco e rosso che si usa in città per le recinzioni provvisorie). Nel video che abbiamo postato è illustrata la sua performance effettuata nel 2002 (dal 17 Agosto al 30 Settembre) a Berlino ( e poi ripetuta a Singapore) dove, in una piazza molto frequentata, nei pressi dell' Hackescher Markt, riesce magicamente a far cadere pioggia dai rami di un grande albero (non sappiamo di che genere). Un augurio quindi per la nuova stagione delle piogge autunnali. Piogge delle quali i nostri amici alberi sentono impellente il bisogno dopo la calda arsura estiva che li ha fatti soffrire (soprattutto quelli che vivono nelle grandi città).


 Iepe Rubingh 

venerdì 5 dicembre 2008

Wrapped trees

Venerdì 13 Novembre 1998. Dieci anni sono passati da quando Christo e sua moglie Jeanne Claude iniziarono ad impacchettare 178 alberi (oramai in fase di riposo vegetativo e senza foglie) utilizzando 55,000 metri quadri di tessuto poliestere (utilizzato ogni anno in Giappone per proteggere gli alberi dal gelo e dalla neve) e 23.1 kilometri di spago. Tutto questo si svolse per dieci giorni a Riehen in Svizzera presso il Berower Park della Fondation Beyler. Non era la prima volta che lo facevano e il progetto "Wrapped trees" si svolse nell'arco di diversi anni coinvolgendo numerosi spazi e città. Questa la foto, e il link al sito dove poterne vedere altre e un articolo di Renato Barilli uscito sul Corriere della Sera del 12 marzo 2001.
Wrapped trees
Operazione alberi incappucciati
Circa 40 anni fa il bulgaro Christo Javacheff giungeva a Parigi, poco più che ventenne, vi incontrava la donna della sua vita, Jeanne-Claude, e vi maturava l' idea centrale della sua carriera: impacchettare gli oggetti con fogli di plastica. Poteva sembrare una trovata da poco, invece Christo l' ha saputa arricchire negli anni, portandola fino a proporzioni monumentali, a gradi di sviluppo estremo, accostandole altre invenzioni analoghe, come quella di erigere enormi barriere di chiusura. La mostra bresciana raccoglie disegni e foto relativi all' operazione Wrapped trees, eseguita da Christo nel ' 98 nei pressi di Basilea: ben 178 alberi incappucciati, così da dar luogo a una vegetazione tanto gigantesca quanto aberrante, come di funghi maligni creati in serra o di strane ibridazioni in cui il perverso talento umano si insinua nel codice genetico della natura piegandolo ai propri fini. Nasce, così, una colluttazione fra i due termini opposti; e riesce difficile dire se sia la natura a trionfare malgrado tutto, imponendo un senso di fioritura, di corolle espanse, o se la deviazione voluta dall' uomo e dall' arte abbia partita vinta. 
Renato Barilli

domenica 23 novembre 2008

Due collages di Sharon Elphick
Hanami
Autumn
Inseriamo nel blog due collages dedicati agli alberi di Sharon Elphick, artista inglese che assembla insieme immagini di vario genere.
Il suo negozio/studio si trova a Londra al 160 di Columbia Road
Questo il link alla sua pagina Instagram
Sharon Elphick


mercoledì 19 novembre 2008

Il bosco d'amore di Renato Guttuso
Ancora boschi e alberi stavolta visti attraverso il pennello di una grande della pittura italiana. Un quadro di grandi dimensioni che potete osservare dal vivo al
Riportiamo anche dei brani della recensione del quadro fatta da Cesare Brandi sul Corriere della Sera del 17 Settembre 1984
Il Paradiso terrestre visto da un pagano
Un prato come un lago d'amore, grandi alberi dai tronchi muscolosi, a volte coperti d'edera, un tetto di fogliami assai verdi, e coppie di giovani nudi, giovani adolescenti, di una nudità linda e stranamente casta, in atti d'amore timido, in atti come vestiti rispetto alla loro acerba nudità.....Circola un'aria sottile, una luce quasi d'acquario, sembra d'udire una musica in sottofondo, o forse di uccelli lontani; il tono è quello di una frescura di montagna, con quel verde che da tutti i lati riscoppia e dilaga, con quella luce mattutina o serotina, ma comunque serena, piena di gioventù e di incipiente affetto, in quei gesti moderati, in quei corpi quasi senza pelurie, usciti appena dalla doccia e dall'infanzia....la contrapposizione di corpi nudi e chiari ai fusti scuri degli alberi è un "topos" di grandi quadri mitologici, la Primavera del Botticelli, il Festino degli Dei di Giovanni Bellini: così, quasi a passi felpati, la grande tradizione classica si espande in questo quadro senza tempo, se non quello della gioventù, senz'ombra se non quella che contiene la luce, e senza dolore, se non quanto ne prospetta il futuro anche il più felice... E poi c'è pure quella trama musicale indistinta, lo stormire lieve della Pastora­le, le grandi linee tematiche di Vivaldi; insomma un quadro che si guarda e si ascolta, ma tendendo l'orecchio dentro di sé, come ascoltando la propria lon­tana infanzia, lo svegliarsi del corpo adolescente, quando la voce, nel cambiamento di registro, stecca, quando i primi fortori del sesso sobbollono e nella compagna di scuola s'affaccia l'amante...Questo, o mi sbaglio, è il Bosco d'amore che Guttuso ha lungamente dipinto — il quadro è grandissimo — con una pittura fresca, neppure tanto rifinita, ma fresca appunto, come se non dovesse mai seccarsi, e quell'umidore che è nell'aria rimanere nel colore, giovane anch'esso appena munto. Ma non c'è neppure compiacimento, né un ambiguo corteggiamento ai giovani, che sono là, come le chiocciole sull'erba, come i grilli, le lucertole. Certo, c'è anche il serpente, e forse la prima coppia è la prima coppia umana e questo rinfocola il Paradiso terrestre, ma, a dire il vero, bisogna fare uno sforzo per accorgersene, perché il senso di questo Bosco d'amore non è biblico, ma ad un passo dalla classicità delle Georgiche e delle Ecloghe, degli Idilli, anche di quelli del Leopardi, che pure sono così poco idilli. Quel che circola in questo quadro, dove un solo colore, il verde, è brillante, è una nostalgia quieta d'amore, come un sapore lontano d'una volta sola, un profumo che si respirò in una notte, in Asia Minore, e non si decifrava come fosse e quasi se ne sarebbe voluto morire... Così Guttuso riesce a creare una favola senza favola, o con quello che è una favola ogni giorno, per chi intende la poesia, e allora un prato, gli alberi, uno spicchio di cielo fra le fronde e quelle fronde come un tetto....I milanesi, che vedranno per primi tra breve questo quadro in una mostra a Palazzo Reale, a metà ottobre, dovranno apprezzare come fiorisca il nord lombardo in un siciliano, che ha per sangue la lava dell'Etna, e che riesce a creare giardini arabi con le querce e le betulle, i castagni e gli abeti neri come l'inchiostro.

giovedì 13 novembre 2008

Gli alberi di Isabella Bai

"The big palm" olio su tela cm 101x76
Isabella Bai vive e lavora a Gavirate, in provincia di Varese. Dopo gli anni della giovinezza trascorsi a Roma, ha vissuto molti anni a Milano, dove ha completato la sua formazione artistica alla Nuova Accademia di Belle Arti, sotto la guida di Luigi Veronesi, Emilio Tadini e Walter Valentini.Ha iniziato la sua attività artistica come muralista, decorando residenze private ed edifici pubblici sia in Italia che all'estero. In Oregon (U.S.A.) ha realizzato la decorazione interna di uno yacht per i prestigiosi cantieri Christensen. Dai suoi lunghi soggiorni in Australia, a contatto con la sua incontaminata natura, catturata dalla luce straordinaria di quei luoghi, ha tratto l'ispirazione per le opere su tela che esposte nella mostra
Il mio sguardo sulla natura

che si è svolta dal 23 Novembre al 20 Dicembre 2007 presso

la Galleria Tartaglia Arte di Roma Isabella Bai

Questo il video dell'inaugurazione




lunedì 27 ottobre 2008


Il bosco di betulle di
Asher Brown Durand
In the Woods 1855
Olio su tela 3/4 x 48 in (154.3 x 121.9 cm)
The Metropolitan Museum of Art, New York

Asher Brown Durand

(21 agosto 1796- 17 Settembre 1886)

Nacque a Maplewood (che significa letteralmente bosco di aceri) un villaggio nel New Jersey (ora si chiama Jefferson Village). Figlio di un orologiaio ed orafo, era l’ottavo di undici figli. Per cinque anni lavorò come apprendista per Peter Maverick un incisore che viveva a Newark nel New Jersey per poi diventarne alla fine dell’apprendistato suo socio. Nel 1830 si ritirò dalla sua attività commerciale (specializzata anche in produzione di banconote) per dedicarsi totalmente alla pittura. Iniziò a dipingere quadri ad olio con il sostegno e l’incoraggiamento di Luman Reed. Nel 1837 accompagnò il suo amico Thomas Cole ad una spedizione per realizzare disegni dal vivo al Lago Schroon nelle catena montuosa di Adirondacks e da quel momento iniziò a concentrarsi sulla pittura di paesaggi. Catskills, Adirondacks e le White Mountains furono i suoi luoghi preferiti nei quali realizzò centinaia tra disegni e quadri ad olio famosi per la cura del dettaglio per gli alberi, le rocce e il fogliame. Fondò la Hudson River School una scuola di pittura il cui principio fondamentale era quello di disegnare direttamente dalla natura con il maggior realismo possibile: “l’artista non dovrà mai profanare la sacralità della natura con un intenzionale allontanamento dalla realtà”. In “Letters on landscape paintings” uscito sulla rivista “The Crayon” spiega la sua estetica che vede la natura come una ineffabile manifestazione di Dio. Passò la maggior parte della sua vita a New York dove è anche sepolto nel Green-Wood Cemetery a Brooklin.

lunedì 13 ottobre 2008

La domenica grigia di Tor Lundvall

Una domenica autunnale , grigia come dice il titolo (Grey Sunday) e con una pioggia leggera leggera, passeggiando sotto l'ombrello e in compagnia degli alberi . E' questo l'argomento del film di Kevin Hoffman girato a Woodville in Virginia nell'Ottobre del 1997 ( e rimontato a Dicembre del 2007) che vede protagonista (e anche autore della musica) Tor Lundvall, geniale artista a 360 ° , pittore e musicista , indubbiamente un amante e amico degli alberi. Nei suoi quadri compaiono sempre alberi emozionanti, alti e slanciati, come quelli della copertina del suo album
Andate a vederli (compaiono dal 1997 in poi) nel suo bellissimo sito
e gustatevi gli alberi autunnali del film

lunedì 22 settembre 2008

L'albero
di
Maria Luisa Grimani

Maria Luisa Grimani
L'adieu da G. Apollinaire tecnica mista, 35 x 35 cm, 1977

Sto lavorando con delle tavolette di un legno molto particolare, leggerissimo, delicato, chiaro con venture semplici e regolari : la Paulownia tomentosa, un albero che proviene dalla Cina. E mi succede quello che già sperimentai con delle carte fatte a mano, rugose, neutre, naturalmente belle, pagine che dedicai al silenzio di John Cage. Il timore di sciuparle, di offuscarne la freschezza, l'immediatezza del linguaggio mi incute un particolare rispetto ed un'attenzione minuziosa nel lavorarle. La mia natura si piega alla natura delle cose e nel raccontare qualcosa di loro racconto anche me stessa. Ogni più piccola parte di un albero è un mondo a se stante, pronto per essere scoperto ed esaltato. Il cangiante cromatismo delle foglie, le venature del legno, la rugosità della corteccia, gli anelli del suo tronco, le diverse ramificazioni, le nascoste simmetrie, i nodi. Persino quando ridotto a sottili fogli, ci mostra la sua anima, ancora si rivela a noi nella più intima bellezza. Caro albero non finirai mai di stupirci! Esperto di stagioni, sensibilissimo alle variazioni del clima tende alle bellezze del cielo con sguardi d'astronomo e sonda le viscere della terra come fosse un abile speleologo. Trae nutrimento dall'humus, dal vento, dalla pioggia e una volta sradicato inizia a viaggiare e ad esplorare il mondo. Conoscitore dalla nascita di montagne impervie, dirupi, vallate, boschi, giardini nella sua maturità discende fiumi, attraversa città, arriva ai mari. E il simbolo di una continua metamorfosi. Foglie, fiori, radici essiccate, essenze ed oli profumati, travi di sostegno, colonne portanti, tavoli per convivi, scacchiere per i nostri giochi, ed è solo un inizio. Ritornando alle tavole sulle quali sto lavorando quanti possibili racconti, suoni, colori! Spero solo di non tradirle!

(Monza 1 Luglio 2000)

Maria Luisa Grimani