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martedì 1 ottobre 2013

Gli alberi rossi nel giorno 
della meraviglia a Philadelphia.
The Day Wonderland stood still 
di Bruce Wayne




Eccoci qui a proporre a tutti gli amici degli alberi un breve video prodotto e realizzato da Bruce Wayne Photography e intitolato “The Day Wonderland Stood Still” con la musica di Ben Lukas Boysen. Il video, della durata di 3 minuti,  è stato girato con la tecnica del  Time-lapse e si è ispirato alle “ EmptyAmerica Series” di  Ross Ching e alla scena delle Giungla Nibiran presente nel film Star Trek Into Darkness. Bruce Wayne spiega nel commento al video: " quando ho visto la scena nel film  Star Trek, mi sono chiesto come sarebbe potuta apparire una città completamente vuota vedendola con i nostri occhi, senza l'aiuto di filtri ad infrarossi (IR Filters)”. E la risposta a questa domanda,che ha poi portato alla realizzazione del video, provoca in noi che lo guardiamo un effetto veramente sorprendente.Tutte le scene del video sono state girate vicino a Philadelphia con una macchina fotografica digitale ad ampio spettro e un filtro giallo. Buona visione.

venerdì 1 febbraio 2013


Trees
di Rita Vita Finzi 


 "Sono foresta abbattuta che ricresce incontenibile "

Jiang He, 何江 ( *1949 Pechino)

Eccoci con un'altra anteprima dedicata agli amici degli alberi. Ci piace presentare il video " Trees " della fotografa  Rita Vita Finzi (appena pubblicato su You Tube). Un video ricco di calde e romantiche suggestioni, che raccoglie, con un delicato gioco di dissolvenze, alcune sue fotografie ed elaborazioni grafiche dedicate agli alberi e accompagnate dalla musica dolce di  Goran Bregovic ("Lullaby" ). Rita  Vita Finzi come ci informa nel suo sito (per entrarci  cliccate nella foto): "non è una fotografa professionista ma semplicemente un’autodidatta con una grande passione che vive e lavora a Ferrara". E ancora riprendendo altre parti della sua presentazione  : " la fotografia è stata una scoperta che mi ha cambiato la vita. E’ stato come trovare  un mezzo meraviglioso, una specie di scatola magica dove infilare pezzi di realtà e tirar fuori quello che vedevo io con i miei occhi : colori, dettagli, piccole cose e grandi". Queste invece le motivazioni che hanno spinto l'autrice a fotografare gli alberi, dei pioppi disposti in filari, dalla bianca corteccia e avvolti da una luce speciale, che costeggiano le rive del Po : " d'autunno pare che la natura voglia, con un'ultima morbida, ricca e preziosa esplosione di colore, congedarci dall'estate e prepararci all'inverno. Mi incanto a girare per le campagne ed i parchi, mi perdo nelle mille forme delle foglie e nei loro toni infiniti, mi piace perdermi nell'intrigo dei rami che si attorcigliano nel cielo, inseguire con gli occhi la danza leggera delle ultime foglie che cadono e riempirmi il cuore del calore e del colore - ne faccio provvista prima delle nebbie." A questo punto non ci rimane che lasciarvi alla visione del suo magico video.

mercoledì 29 febbraio 2012

"Alberi"
Una mostra fotografica.
2-31 Marzo 2012
Butera Imperial Café
Corso Umberto 80
Cinisi ( Provincia di Palermo)

Lucia Giostra "Tramonto"

"Alberi" è il titolo di una mostra fotografica, organizzata dall' Associazione Asadin di Cinisi e dall'Associazione Imago di Palermo, che si inaugurerà Venerdì 2 Marzo 2012 alle ore 20.30 (e durerà fino al 31 marzo) presso il Butera Imperial Café di Cinisi, una ridente cittadina in provincia di Palermo. Protagoniste della mostra saranno venti foto inedite (nel formato 30×45) nelle quali si sono voluti escludere intenti didascalici o finalità scientifiche. Mentre alcune foto raffigurano l’albero nelle sue caratteristiche principali: solitario o in raggruppamenti boschivi, sul pendio di un rilievo o in una distesa erbosa, con la classica chioma del disegno dei bambini o coi rami avvizziti dei rigori invernali, altre invece ispirano liriche e poesie, ad alberi al quale fanno da sfondo dei cieli turchesi o delle tonalità rossastre al far della sera. Per avere maggiori informazioni e leggere l'elenco completo dei fotografi che partecipano alla mostra cliccate sulla foto seguente.

Nino Belmonte "Foto Collage"

mercoledì 15 febbraio 2012

Alberi nella giungla urbana.
Gli alberi storici di New York
nelle foto di Mitch Epstein.
Mitchell "Mitch" Epstein è un fotografo americano nato a Holyoke nel Massachusetts nel 1952. Ex marito della regista cinematografica indiana Mira Nair (con la quale ha collaborato nei film Salaam Bombay e Mississipi Masala) ha al suo attivo numerose mostre e pubblicazioni e molte sue foto si trovano nei principali musei americani e inglesi. Da qualche giorno è uscito un articolo su "New York Times Magazine" di Michael Kimmelman intitolato "How to see a tree" nel quale si parla di Mitch Epstein e del suo splendido lavoro di fotografia artistica (con foto rigorosamente in bianco e nero) realizzato in poco più di un anno su diversi esemplari di alberi antichi e monumentali presenti nella città di New York che presenterà a Marzo in una mostra al Sikkema Jenkins. All'articolo è collegato uno slide show, che potrete vedere cliccando su questo link. Un viaggio fantastico attraverso le immagini scultoree e emozionali di dieci alberi centenari, dei veri e propri ritratti artistici realizzati da un maestro della fotografia contemporanea.
I dieci alberi nelle foto dello slide show sono :
1.English Elm-Olmo inglese-Ulmus procera Salisb.
L'esemplare nella foto è uno degli alberi più famosi di New York . Il suo nome popolare è Hangman's Elm o più semplicemente The Hanging Tree (L’albero degli impiccati) e si trova a Washington Square Park, Manhattan. Spettacolare è la linea leggera del suo tronco che protende i rami verso l'alto, alto più di 33 metri ha un età stimata di 310 anni . La leggenda (che però non è documentata da testimonianze storiche) vuole che nell'800 venisse utilizzato per impiccare i condannati a morte.
2.Tulip tree-Albero dei Tulipani-Liriodendron tulipifera L.
Alley Pond Park, Queens.
3.Eastern cottonwood-Pioppo deltoide-
Populus deltoides
W.Bartram ex Humphry Marshall
Staten Island
4.Silver linden-Tiglio tomentoso-Tilia tomentosa Moench
Prospect Park, Brooklyn
5.Weeping beech-Faggio pendulo-Fagus sylvatica L. 'pendula',
Brooklyn Botanic Garden
6.White Oak-Quercia bianca-Quercus alba L.
Raoul Wallenberg Forest Preserve, Bronx
7.American elm- Olmo americano-Ulmus americana L.
Central Park Manhattan
8.Sycamore-Platano occidentale-Platanus occidentalis L.
Alice Austen House and Park, Staten Island
9.Weeping beech-Faggio pendulo-Fagus sylvatica L. 'pendula'
Woodland Cemetery Bronx
10.Bald Cypress-Cipresso Calvo-Taxodium distichum (L.) Rich.
Northern Boulevard, Queens

Cliccando invece sulla foto seguente (che ritrae Mitch Epstein) potrete leggere l'intervista (in inglese) che il fotografo americano ha rilasciato a Kathy Ryan su "The 6th Floor" (una rubrica di "New York Times Magazine").


martedì 13 dicembre 2011

Gli alberi "ingarzati"
di
Zander Olsen

Zander Olsen - Beeches 2004

Stanno letteralmente spopolando in rete le nove foto proposte da Zander Olsen, un'artista e fotografo gallese (del quale però non sappiamo molto. In rete non siamo riusciti a trovare nulla che riguardi la sua biografia), nel suo sito (in una pagina intitolata "Tree,line") e che vedono protagonisti degli alberi. Zander Olsen utilizza una tecnica davvero particolare, avvolge con delle garze bianche una parte del tronco di piccoli alberi (spesso faggi) per creare nelle sue foto un effetto ottico tra gli alberi (sempre presenti ) e lo sfondo, tra le linee orizzontali e il punto di vista della macchina fotografica. Le foto, scattate in un arco di tempo dal 2004 al 2010 nel Surrey, nell’Hampshire e nel Galles, sono davvero originali e meritano la visione, per vederle tutte cliccate sul bottone "Tree, line".

domenica 12 settembre 2010

Gli alberi mossi di Vito Buccellato "Albero celeste" Vito Buccellato

Vito Buccellato, bravissimo fotografo siciliano, sessantun'anni, in movimento tra Castellammare del Golfo (in provincia di Trapani) e Rimini è uno sperimentatore che attraverso le sue immagini in movimento, ci conduce all'interno degi esseri viventi e alle essenze che le abitano e le fanno fluire. Postiamo il suo video "L'anima degli alberi" Non a tutti gli alberi svelano la propria anima!" nel quale, con in sottofondo "La canzone dell'amore perduto" di Fabrizio De André ,vengono illustrate in sequenza alcune delle sue foto più importanti che riguardano gli alberi.


Vito Buccellato

lunedì 10 maggio 2010

Populus
tra i rami dell'infinito.
365 immagini di Paola Doretto



Noi piantiamo gli alberi e gli alberi piantano noi,
poiché apparteniamo gli uni agli altri e dobbiamo vivere insieme.”
Joseph Beuys, 1921-1986
Si è inaugurata l'8 Maggio 2010 presso il Convento di San Francesco a Pordenone l'installazione artistica con le foto di Paola Doretto e la musica di Teho Teardo dedicata ad un Pioppo : un Populus nigra. L'artista incontra quest'albero bello e dalle foglie verdi e parlanti mosse dal vento, per la prima volta nel parco del Seminario di Pordenone nella primavera del 2005. Dal nove dicembre di quello stesso anno inizia a fotografarlo ogni giorno fino all’otto dicembre del 2006 . Nell’estate successiva viene sradicato da una tempesta. L’installazione è stata realizzata con decine di fitocelle di pioppo. Le 365 fotografie del pioppo , suddivise per stagione, sono esposte in un espositore in legno di quattro metri accanto a un reticolo in tondino di ferro che sostiene foglie di pioppo seccate. Luci tangenti illuminano le strutture, voci femminili recitano poesie con il sottofondo delle musiche composte per l’evento da Teho Teardo. Scenografie olfattive e aree di “raccoglimento” completano la suggestiva installazione. Le fitocelle di pioppo saranno piantate alla fine della mostra nel territorio del Comune di Pordenone.
Populus
tra i rami dell'infinito.
365 immagini di Paola Doretto
Dal 9 al 30 maggio 2010
presso il
Convento di San Francesco - Piazza della Motta - Pordenone
dal martedì al venerdì ore 16.00 – 20.00,
sabato e domenica ore 10.00 – 20.30
Ingresso libero
contatti
attivitaculturali@comune.pordenone.it

giovedì 17 settembre 2009

Bäume der Stadt - Alberi in città Gli alberi di Florian Rexroth
Si è inaugurata Giovedì 10 Settembre 2009 a Trieste la mostra fotografica del giovane fotografo tedesco (che vive a Berlino) Florian Rexroth dedicata alle sue visioni degli alberi che vivono in città.
Riportiamo il breve testo che spiega le sue foto :
"La natura come parte della nostra vita. Essa accompagna gli uomini nelle loro attività giorno dopo giorno. Eppure in città è necessario uno sguardo molto attento per cogliere la bellezza e l'individualità della natura che ci circonda. La flora è la parte della natura che viene avvertita per lo più come un complemento nell’ambito urbano. Un bell’accessorio che impronta le atmosfere della superficie cittadina. Nel contesto delle città hanno infatti il sopravvento le opere architettoniche dell’uomo. L’albero come re delle piante. Antico e importante sotto molteplice punti di vista. Gli alberi di una città sono anime fedeli. Accompagnano da generazioni lo sviluppo urbano. Sono testimoni dei cambiamenti e al tempo stesso parte di essi. Racchiudono in sé – così appare – un inesauribile repertorio di storie.“A questi alberi ho dedicato una serie di ritratti. Infatti, a mio avviso, il compito ed anche la complessità della fotografia ritrattistica è di mostrare l’individualità di ciascuna creatura. ”Nel lavoro “Alberi in città” gli alberi cittadini vengono estrapolati da ciò che li circonda e quindi individualizzati. All'osservatore delle fotografie si intende offrire la possibilità di percepire il singolo albero con maggiore precisione e senza alcuna distrazione. “Ciò che mi preme è indirizzare l’attenzione sulla personalità degli alberi.”
La mostra realizzata in collaborazione con 
Triestefotografia 2009 si svolge fino al
9 Ottobre presso il
Goethe-Institut, Via Beccaria, 6 (5° piano)
Dal Lunedì al Venerdì
ore 10-13 e 15-19
Ingresso libero
Maggiori informazioni


martedì 13 gennaio 2009

Fotografare gli alberi
Intervista con Lodovico Ludoni
di Antimo Palumbo
Mentre stavo preparando il testo Il controllo del movimento, fotografare gli alberi : l’esempio americano" uscito in una pubblicazione in occasione del Convegno
La foto rupestre. La fotografia digitale tra archeologia e ambiente nel bacino del Treja
che si è svolto domenica 26 ottobre 2008 a Faleria (Viterbo)
per documentare il lavoro di ricerca ho rivolto alcune domande sul rapporto tra fotografia e alberi a Lodovico Ludoni, nostro socio e grande fotografo, che qui riportiamo:

Quali sono le principali difficoltà che si presentano quando si fotografano gli alberi?
Una delle principali difficoltà tecniche è questa. Poiché gli alberi si sviluppano in altezza essi finiscono molto spesso con il tagliare la linea di confine tra terra e cielo o con lo stagliarsi tra due o più sfondi, creando con essi rapporti tonali diversi e non sempre gradevoli. Un albero sul bordo di una radura, illuminato da un sole velato, apparirà luminoso contro lo sfondo scuro del bosco e tuttavia la sua cima si staglierà scura contro il cielo lattiginoso. Perciò i problemi sono in linea generale di carattere esposimetrico ma anche compositivo. Isolare la figura del nostro albero dal contesto è quasi sempre una impresa titanica... a parte quelli che stanno solitari in mezzo ad una pianura o un declivio. Un'altra difficoltà risiede nel fatto che il colore verde è assai problematico da riprodurre, sia per le pellicole a colori che per quelle in b/n. Il nostro occhio lo percepisce assai più chiaro e luminoso rispetto all'emulsione e quindi in una vasta campitura di chiome noi riusciamo a distinguere anche a distanza i particolari del fogliame. La scena, trasportata su pellicola, riserva di solito cocenti delusioni. Il verde risulta scuro e i particolari impastati... nulla di simile alla meravigliosa scena che ricordavamo. Un altro possibile problema può essere la mobilità della chioma in virtù del vento. Ma ciò solo se abbiamo un intento strettamente documentario. A volte le fronde mosse dal vento e registrate con un tempo relativamente lento possono creare degli affascinanti effetti dinamici.

L'ombrello rosso 2005

Questi alcuni motivi sul perché fotografare alberi. : per documentare (una volta esistevano gli illustratori ora i fotografi); per far scaturire un emozione ; per un senso estetico, gli alberi sono belli. Ce ne sono altri?
Credo che, all'interno delle motivazioni che tu hai elencato si trovino anche tutte le altre non esplicitamente indicate. Faccio un semplice esempio. Gli alberi sono belli! Una affermazione di sicuro valore. Ma questa bellezza si può, fotograficamente. scoprire e registrare in una ricerca formale sull'intera figura dell'albero, magari perfettamente ambientata nello spazio circostante, oppure nel dettaglio della sua corteccia, nelle venature di una foglia. Riguardo alla documentazione strettamente intesa io credo che gli illustratori di una volta fossero assai più efficaci nel ritrarre dettagli e particolari d'interesse scientifico.

Vedere e osservare gli alberi è una pratica che provoca sempre nuove scoperte, succede la stessa cosa per chi li fotografa? La risposta in questo caso può essere legata alla sensibilità individuale. E' più emozionante fotografare uno splendido baobab nella savana o il felino che ci sta accovacciato sopra? Credo che spesso abbiamo l'errata percezione degli alberi come esseri viventi di serie b. Questo perché le interazioni che si sviluppano sono meno immediate e più sottili, giocando ad un livello di coscienza assai più profondo. Personalmente posso dire che l'emozione davanti ad un albero monumentale è molto forte ma si esplica su piani assai differenti rispetto all'interazione con esseri capaci di movimento autonomo, esseri che emettono suoni e apparentemente ci corrispondono in modo più diretto.

Inesorabile la città avanza 2005

La fotografia grazie agli obiettivi macro può fare scoprire elementi che nella realtà solitamente non si vedono, la si può considerare un "superocchio che porta nuove conoscenze"?
Senza dubbio la risposta è affermativa. Le ottiche macro e la fotografia scientifica aprono le porte di universi meravigliosi che il nostro occhio non può vedere. Le nuove conoscenze a mio parere possono essere di tipo strettamente cognitivo: posso studiare particolari e strutture attraverso l'ausilio di questi strumenti. Tuttavia, estrapolando l'aspetto meramente tecnico e scientifico, la vista su questo micro universo apre le porte anche a considerazioni di tipo filosofico e morale. Una per tutte la considerazione che l'ordine geometrico dell'universo si ripete nella sua perfezione partendo dalle mega strutture fino all'infinitamente piccolo delle particelle atomiche. Un sistema solare non è molto diverso da un atomo e la sua corte di elettroni!
Fotografare gli alberi può contribuire a proteggerli e a salvarli? O nel caso di alberi storici e monumentali a lasciare una memoria (come succede con gli umani nei cimiteri) della loro presenza su questa terra? La divulgazione, la cultura, l'educazione possono servire a dare una mano agli alberi facendo crescere la consapevolezza degli uomini. Sono convinto che la fotografia possa contribuire a tutto questo, Ma per far germogliare in un bambino la cultura del rispetto non può bastare mostrargli una bella foto di un grande albero. Occorre portarlo all'albero. Occorre che senta le asperità della sua corteccia, che possa apprezzare la frescura della sua ombra, il canto del vento fra le foglie... Solo dopo queste esperienze sul campo una bella foto potrà richiamare in lui queste positive sensazioni. Insomma, non illudiamoci che una foto meravigliosa possa far scaturire amore e consapevolezza! Invece una foto può di certo costituire un patrimonio di memoria storica... ma cerchiamo per quanto possibile di allungare la presenza e la vita dei grandi alberi sul nostro mondo.

Per vedere altre foto di Lodovico Ludoni
clicca sull'immagine seguente

Aspettando Gulliver 2005

sabato 1 novembre 2008

La poesia dei colori
degli alberi di Dan Baumbach
Cottonwood Trunks, Tronchi di (Populus nigra) Eastern Sierras
"So per esperienza che al centro del nostro essere noi siamo pace e amore, e l'arte può focalizzarci a raggiungere quel centro. Parte del progetto del mio lavoro è fotografare gli spazi aperti che circondano la città dove vivo : Fairfax in California . I paesaggi non sono grandi e drammatici come le montagne o gli oceani ma io sono felice di esplorarli e viverli con gioia, sorpresa e mistero. Spero che le mie immagini possano contribuire alla vostra pace e felicità "

Dan Baumbach
fotografo americano che vive a Fairfax in California. Guarda i suoi alberi ricchi di colori ed emozioni cliccando sulla sua immagine.

giovedì 16 ottobre 2008

Sedici alberi fantastici fotografati 
da James Balog

James Balog , avventuroso fotografo naturalista nato nel 1952. Collaboratore del National Geographic. Nei suoi alberi colorati , la luce, la composizione dei soggetti, le nuove tecnologie digitali in grande formato tendono a portare la foto verso la perfezione. Nel 2004 esce per Barnes & Noble il suo volume "Tree : a new vision of the American Forest"

Gli alberi
1. Ulmus americana - American elm - (Olmo americano)
2. Quercus virginiana var. virginiana - Live Oak - (Quercia virginiana sempreverde)
Quella nella foto è uno degli alberi più famosi del mondo : la "Angel Oak " che si trova a John Island in South Carolina con un età stimata di circa 1400 anni.
3. Fagus grandifolia - American beech- (Faggio americano)
4. Populus deltoides var. occidentalis - Plains cottonwood - (Pioppo deltoide americano)
6. Sequoia sempervirens - Coast Redwood - (Sequoia)
7./10. Thuja occidentalis var. plicata - Western Redcedar- (Thuja plicata)
5./8./9./ Quercus virginiana var. virginiana - Live Oak- (Quercia virginiana sempreverde)
11. Cercis canadensis -Redbud- (Cercis canadese)
12. Sequoia sempervirens - Coast Redwood (Sequoia) La "Stratosphere Giant" che si trova nell'Humboldt Redwoods State Park, CA prima del settembre 2006 era l'albero più alto del mondo con i suoi 112,85 metri. (Ogni anno per il record in altezza si deve fare i conti con altri alberi, attualmente il più alto è un'altra sequoia del parco che è stata chiamata Hyperion, ed è alta 116 metri).
13. Sequoiadendron giganteum - "Stagg,"- (Sequoia)
14./15. Sequoiadendron giganteum - la foto riprende la "grande zampa" del "General Sherman" che si trova nel Sequoia and Kings Canyon National Park, CA che detiene insieme al "Generale Grant il record per l'albero per volume più grosso del mondo , rapporto tra circonferenza e altezza (Il Generale Sherman 25 metri per 83 e mezzo e il Generale Grant 27,7 metri per 81)
16. Pinus strobus -Eastern White Pine- (Pino strobo).

Alcune delle sue foto dedicate agli alberi  si possono vedere
 sul suo sito cliccando  sull'immagine che segue 



e se pensate di programmare un viaggio per andare a vedere
gli alberi più alti del mondo qui troverete tutte le informazioni


lunedì 14 luglio 2008

Bruce Davidson e l'emozione degli alberi di Parigi.

Riceviamo dal nostro socio Marco Pacchierotti un contributo sull'opera che il grande fotografo americano Bruce Davidson , dell'Agenzia Magnum, ha voluto dedicare alla Natura a Parigi con una mostra che si è svolta lo scorso anno dal 13 Giugno al 2 Settembre.
LA NATURA DI PARIGI
"Parigi è chiamata sia la "Città della Luce" che la "Citta dell'amore" . E' anche la città dei grandi musei , della grandi facciate, dei monumenti storici, e dei ponti graziosi che titillano gli occhi, informano la mente e ringiovaniscono lo spirito. C'è un'altra Parigi a Parigi ,fatta di parchi pubblici a giardini in tuttà la città, e ancora un'altra . di giardini segreti che sono nascosti dietro mura private talvolta inaccessibili. Parigi ha accolto negli anni la produzione di un enorme numero di fotografi come: Eugene Atget, Henri Cartier Bresson, Willy Ronis, Robert Doisneau e Brassai . Le loro immagini di Parigi si sono impresse nel mio essere nei cinquant'anni della mia vita fotografica. Io sapevo che avrei dovuto superare una sfida per creare una visione di Parigi che fosse personale, appassionata e vera. E sapevo che avrei avuto bisogno di un lavoro che fosse un work in progress per la sua caratteristica di essere senza fine. E per questo che iniziai ad esplorare gli spazi verdi urbani di Parigi. Divenni consapevole dei suoi alberi antichi esposti al vento, della varietà di fiori e della schiera di piante vitali che sono parte integrale dell'esperienza parigina e aiutano a definire la sua bellezza e il suo significato. E pensavo a quali alberi vedevo e quali avrei dovuto rappresentare. La loro esperienza mi aveva ispirato la passione e sosteneva le mie richiesta durante il progetto.
In una giornata di inverno mentre vagavo per i Giardini del Luxembourg mi capita di osservare l'emozione provocata dai rami nodosi degli ippocastani che constrastano stoicamente contro il cielo opaco.

Mentre cammino lungo le banchine della Senna noto le forti e allo stesso tempo sensuali radici intrecciate di un solitario tiglio aggrappato alla terra per prendere i suoi nutrimenti e sopravvivere mentre il fiume gentile gli scorre accanto.

In un pomeriggio di tarda estate dietro Notre Dame trovai un giardino segreto con un letto di rose in piena fioritura. Nello sfondo le volanti ed legate a contrafforti ed diaboliche Gargoyles si vedono in contrasto con le fioriture intricate. Vicino alla base della Torre Eiffel ho scoperto invece un vecchio albero con il suo tronco consumato dal tempo e con i rami sporgenti che sembrano intrecciarsi con con le travi d'acciaio della struttura della Torre. Alla fine si fondono assieme e scompaiono nello spazio. Al Parco floreale di Vincennes oscurato sotto i bassi e accessibili rami di un albero ombroso io fotografo famiglie con bambini in movimento, amanti abbracciati , e figure solitarie sdraiate su prati lussureggianti. In Autunno io salgo sui gradini di pietra del Parco de la Turlure sulla cima di Montmartre.

Lì trovo fiori selvaggi sbocciati che si sovrappongono ai nudi rami di una robinia. La cupola del Sacre Coeur si protende sulla cima come una luna piena che sorge in una distesa desolata. In quel momento io sento che io sono nella Natura e la Natura è con me , sebbene presto realizzo che tutto ciò succede mentre sono in una città di di strade vitali, traffico pesante e congestionato. La vita delle piante che ho incontrato nei parchi e nei giardini da un dimensione del significato alla città della luce, la città dell'amore. Questa è la natura di Parigi."
L'INTERVISTA
Questo invece un passaggio dell'intervista rilasciata alla rivista americana FOCUS sul numero di Aprile 2008, in cui il passaggio chiave (per gli appassionati di Alberi, beninteso!) era il seguente:

FOCUS: "Qual'è il suo interesse nel fotografare attualmente?"

BRUCE DAVIDSON: "Sono interessato all'equilibrio della Natura e al significato della vegetazione che a volte passa inosservata nelle nostre vite. Ho appena finito un grande lavoro chiamato "La Natura di Parigi". E' andato in mostra alla "Maison Européenne de la Photographie" (M.E.P.) a Parigi. La mostra si è inaugurata nel Luglio del 2007 e si è chiusa a Settembre. A Parigi io penso di aver fatto un omaggio alla vegetazione. In questa città i monumenti prendono il sopravvento. Noi andiamo alla Torre Eiffel ma non ci rendiamo conto che un vecchio albero di 500 anni gli sta crescendo accanto. Quando noi andremo a vedere le foto questo sarà evidente. Il mio interesse è quello di far risvegliare la coscienza della gente , e la mia inclusa, al significato e alla necessità e al bisogno per uno spazio verde e ricco di una vegetazione.

Maggiori informazioni su Bruce Davidson si possono avere a questo link