lunedì 10 maggio 2010

Populus
tra i rami dell'infinito.
365 immagini di Paola Doretto



Noi piantiamo gli alberi e gli alberi piantano noi,
poiché apparteniamo gli uni agli altri e dobbiamo vivere insieme.”
Joseph Beuys, 1921-1986
Si è inaugurata l'8 Maggio 2010 presso il Convento di San Francesco a Pordenone l'installazione artistica con le foto di Paola Doretto e la musica di Teho Teardo dedicata ad un Pioppo : un Populus nigra. L'artista incontra quest'albero bello e dalle foglie verdi e parlanti mosse dal vento, per la prima volta nel parco del Seminario di Pordenone nella primavera del 2005. Dal nove dicembre di quello stesso anno inizia a fotografarlo ogni giorno fino all’otto dicembre del 2006 . Nell’estate successiva viene sradicato da una tempesta. L’installazione è stata realizzata con decine di fitocelle di pioppo. Le 365 fotografie del pioppo , suddivise per stagione, sono esposte in un espositore in legno di quattro metri accanto a un reticolo in tondino di ferro che sostiene foglie di pioppo seccate. Luci tangenti illuminano le strutture, voci femminili recitano poesie con il sottofondo delle musiche composte per l’evento da Teho Teardo. Scenografie olfattive e aree di “raccoglimento” completano la suggestiva installazione. Le fitocelle di pioppo saranno piantate alla fine della mostra nel territorio del Comune di Pordenone.
Populus
tra i rami dell'infinito.
365 immagini di Paola Doretto
Dal 9 al 30 maggio 2010
presso il
Convento di San Francesco - Piazza della Motta - Pordenone
dal martedì al venerdì ore 16.00 – 20.00,
sabato e domenica ore 10.00 – 20.30
Ingresso libero
contatti
attivitaculturali@comune.pordenone.it

giovedì 6 maggio 2010

L'albero della Notte triste

La notte triste è quella del 30 Giugno del 1520 quando gli uomini di Hernan Cortes furono quasi completamente annientati dai guerrieri Aztechi nella battaglia di Tenochtitlan, oggi Città del Messico. E la leggenda vuole che mentre Cortes scappava, per riorganizzare le forze spagnole, abbia trovato un attimo di ristoro, insieme alla sua amante traduttrice La Malinche, per piangere i suoi uomini perduti (fu una vera e propria carneficina) sotto la chioma di un albero un Taxodium mucronatum, o Cipresso di Montezuma, chiamato anche Ahuehuete (āhuēhuētl) che in lingua Nauthl significava " albero che non invecchia mai". Una storia antica che ci insegna che gli alberi possono servire a far ritrovare la loro umanità fatta di sentimenti e passione anche a spietati condottieri portati a confrontarsi con durezza nelle battaglie della vita. I resti dell''albero originale, si trovano a Popotla, una zona periferica di Città del Messico, un albero che ha subito diversi danneggiamenti negli anni tra i quali l'ultimo nel 1980 , ad opera di un ubriaco che l'ha incendiato con petrolio. Secondo alcuni però l'Ahuehuete originale si troverebbe in altra zona. Altro Taxodium mucronatum e Albero della notte triste e con quasi 400 anni di vita si trova nello splendido parco El Retiro di Madrid. Albero quest'ultimo famoso perchè riusci a sopravvivere all'occupazione dell'Esercito francese del 1808 che anzi per la sua grandezza e la robusta forma angolare dei suoi rami lo utilizzò per piazzarci sopra un cannone della sua artiglieria. Postiamo quindi due video che documentano meglio (il testo è in spagnolo) la storia di questi due alberi straordinari.

Nel primo video scopriamo la storia de "La noche triste" e dell'albero originale del quale rimangono ancora dei resti a Città del Messico.


Nel secondo video possiamo invece vedere la bellezza dell'antico e maestoso "albero de la noche triste" che si trova nello splendido Parco di "El Retiro" a Madrid.

mercoledì 5 maggio 2010

Associazione Adea amici degli alberi
presenta
Domenica 16 Maggio 2010

Una giornata all'Orto Botanico di Napoli

in compagnia di Antimo Palumbo


In occasione dell'apertura domenicale straordinaria per la Manifestazione "Maggio dei Monumenti", Antimo Palumbo, storico degli alberi e Presidente dell'Associazione Adea amici degli alberi, condurrà una visita gratuita all' Orto Botanico di Napoli, famoso per le sue svariate collezioni botaniche. Dopo una breve introduzione ed omaggio alla memoria del suo instancabile creatore: il botanico e poi Senatore del Regno d'Italia Michele Tenore ci sarà la possibilità di visitare liberamente l’Orto, scoprendone i suoi alberi , il meraviglioso felceto e i suoi viali fioriti e profumati.

Programma

10.00 - Ritrovo all'ingresso principale.
10.15 - 10.30 La storia dell’Orto Botanico e Omaggio a Michele Tenore.
10.30 - 13.00 Visita libera all'Orto Botanico.

L’appuntamento è davanti all’ingresso dell’Orto Botanico in Via Foria 223 Napoli. La partecipazione all’incontro è a numero chiuso (max 25 persone) è gratuita ed è riservata ai soci dell’Associazione Adea amici degli alberi. Per iscriversi è necessario un messaggio alla segreteria telefonica del 06/43.86.318. entro le ore 21 di Venerdì 14 Maggio o un sms di conferma al numero 339/762.50.85 entro le ore 21 di Sabato 15 Maggio.

Per ulteriori informazioni

amicideglialberi@hotmail.com

mercoledì 28 aprile 2010

Le betulle di Alda Merini
Alda Merini (1931-2009)
Riceviamo da una nostra lettrice (o lettore) che si firma justmybabyboy questa bellissima poesia della poetessa italiana Alda Merini scomparsa il 1 Novembre dello scorso anno. Una poesia dedicata agli alberi e ai sogni e intitolata "Tu non sai". L'accompagniamo con l'immagine del bosco di betulle che il pittore Gustav Klimt dipinse nel 1903. Un invito a vivere la primavera degli alberi che in questo periodo sono nel loro massimo splendore : " si, lasciamo che la poesia e i poeti volino tra i loro rami fioriti".
Tu non sai
Tu non sai : ci sono betulle che di notte levano le loro radici,
e tu non crederesti mai che di notte gli alberi camminano
o diventano sogni.
Pensa che in un albero c'è un violino d'amore.
Pensa che un albero canta e ride.
Pensa che un albero sta in un crepaccio
e poi diventa vita.
Te l'ho già detto : i poeti non si redimono,
vanno lasciati volare tra gli alberi
come usignoli pronti a morire

Gustav Klimt "Birch Forest" 1903

martedì 27 aprile 2010

Gli alberi non sono pali
La miracolosa fioritura di un Ipe amarelo
a Porto Velho in Brasile.
Tagliato e poi piantato in terra come un palo della luce. Ma l'albero di Ipe Amarelo, una Tabebuia chrysotricha (Mart. Ex DC) Standl. , che si trova nella piccola cittadina di Porto Velho capitale dello stato di Rondonia a 3500 chilometri da Porto Alegre ha deciso di non morire. Il suo apparato radicale ha ripreso a funzionare e nel giro di qualche anno e tornato a regalare gioia e bellezza agli umani con i suoi meravigliosi fiori. Eccolo immortalato nella foto di Leandro Barcellos tratta da un articolo di Regina Motta uscito sul blog brasiliano Paisagismo digital dedicato al verde e all'ambiente.
Tabebuia chrysotricha
Il genere Tabebuia appartiene alla famiglia delle Bignoniaceae, comprende circa cento specie di alberi dai fiori molto colorati e spettacolari e deve il suo nome a Paul Carpenter Standley che lo chiamò così riprendendo una parola indigena che vuol dire legno della mosca , forse perché il suo legno resiste ai danni delle mosche. La Tabebuia chrysotricha (Mart. ex DC.) Standl. , chiamata anche Golden Trumpet Tree (albero dalla tromba dorata, il nome della specie invece significa "capelli dorati" ) ha crescita rapida e i suoi fiori campanulati e ricchi di nettare, sono l'emblema floreale del Brasile, dove è molto diffuso lungo le strade ed è chiamato più familiarmente Ipe amarelo (Ipe giallo).

sabato 10 aprile 2010

Hitachi tree
L'albero del sole nascente


Torniamo a parlare di canzoni dedicate agli alberi dedicando questo post ad un albero molto famoso in Giappone: l'Hitachi tree (Hitachi vuol dire "sole nascente" quindi albero del sole nascente). Un albero dalla grande chioma e dalla perfetta simmetria e con misure incredibili ( 25 metri di altezza, la circonferenza del tronco di sette metri mentre quella della chioma di ben 45 metri) che con i suoi 130 anni di età è stato adottato dal 1972 dalla multinazionale di componenti elettronici giapponese Hitachi, per promuovere la sua immagine nel mondo. L'Albero, meta sognata da tutti i giapponesi, si trova nelle isole Hawaii nei Moanalua Gardens a circa trenta minuti di macchina da Waikiki e per utilizzare i diritti della sua immagine l'Hitachi paga agli eredi di Samuel Mills Damon (divenuti proprietari dei giardini dopo che erano stati di proprietà della famiglia reale Kamehameha ) la somma di 400.000 dollari l'anno (fino al 2004 pagava però 20.000 dollari). L'Hitachi tree è un albero della pioggia (rain tree) o Monkey pod tree (albero del baccello della scimmia). Il suo nome botanico è Samanea saman (Jacq.) Merr. e fa parte della famiglia delle Fabaceae, una leguminosa quindi, che per forma delle foglie e dei fiori ricorda molto la "nostra" Albizia julibrissin. Il suo areale di provenienza è l' America centrale (Colombia, Venezuela, Perù , Messico) ed America del sud. Samanea infatti deriva da zamang, che vuol dire albero delle Mimosoideae in alcune lingue caraibiche del nord del Venezuela. Storico e di proporzioni eccezionali (ma è morto negli anni settanta) ) era il Saman chiamato Zamang del Guayre che tra il 1799 e il 1804 durante i suoi viaggi in America Centrale Alexander von Humboldt incontrò vicino Maracay in Venezuela, con una circonferenza della chioma che l'esploratore tedesco misurò in 180.8 m. Il nome albero della pioggia deriva invece da ben tre possibili motivi : le piccole foglie che si chiudono in giornate nuvolose (anche la sera, per riaprirsi con il sole) lasciando passare la pioggia sotto la chioma ombrosa; l'intensa melata prodotta dall'attività di alcuni insetti delle famiglia delle Cicadidae che si nutrono delle foglie; la caduta degli stami colorati dei fiori simili a piumini che fioriscono due volte l'anno a Maggio e a Novembre.
Se diversi sono stati i video realizzati in questi anni invariata invece è rimasta la canzone usata dal 1973 , una canzone oramai molto popolare che si chiama "Hitachi no ki". Postiamo il video con il testo giapponese e una possibile traduzione. La canzone è molto orecchiabile e facile da ripetere, proviamo ad impararla insieme? Per un albero così bello e importante penso che valga la pena, allora cantiamo tutti insieme : "Konoki nannoki kininaru ki" ...


Ecco il testo della canzone 
 Konoki nannoki kininaru ki - namaemoshiranai kidesukara namaemoshiranai kininarudeshou. Konoki nannoki kininaru ki - mitakotomonai kidesukara - mitakotomonai hanagasakudeshou. Konoki nannoki kininaru ki- minnagaatsumaru kidesukara- minnagaatsumaru miganarudeshou.
E questa una probabile traduzione (se ne avete una migliore mandatecela)
Quale albero è questo albero del quale prendersi cura? Un albero del quale conoscere il nome. Tu conosci il nome dell'albero? Un albero veramente strano. Gli alberi talvolta sono strani. Quale albero è questo del quale prendersi cura. Un albero che non avevo visto prima, il cui recinto non dovrebbe mai aver visto i suoi fiori.

giovedì 8 aprile 2010

Il Platanus orientalis
dei Giardini del Palazzo Topkapi

Riceviamo dal nostro socio Marco Bersacchi (che ringraziamo) queste stupende foto del Platanus orientalis che vive da quasi 600 anni, (potrebbe essere stato piantato tra il 1400 e il 1450), nei giardini del suntuoso Palazzo del Topkapi ad Istanbul. Topkapi , in turco vuol dire letteralmente "Porta del Cannone", ed era il nome di una porta del Serraglio,il Palazzo sultaniale ottomano di Costantinopoli (oggi Istanbul) che a partire dal 1700 diede il nome all'intero edificio. Il Topkapi splendido esempio di architettura orientale fu costruito tra il 1455 e il il 1458 sul sito dell'antico Palazzo imperiale bizantino. Cliccate questo link se volete saperne di più o fare una visita virtuale. Ecco le altre due foto del Platano monumentale.

Se avete foto di alberi particolarmente belli o straordinari che avete incontrato potete mandarle a amicideglialberi@hotmail.com e le pubblicheremo sul blog.