venerdì 24 settembre 2010

L'Arbre et la Forêt

Guy Marchand e la stupenda quercia protagonista del film.

E' uscito il 3 marzo di quest'anno in Francia (ma non ancora in Italia) il film "L'Arbre et la Forêt" dei due registi Olivier Ducastel e Jacques Martineau con protagonisti Guy Marchand e Francoise Fabian. Oltre ai due bravissimi attori francesi è protagonista della storia un albero (sembrerebbe una splendida quercia centenaria) piantata in un'occasione particolare dal protagonista Frederick Muller, un taciturno silvicultore e appassionato di Wagner, che nasconde nell'ammirazione e amore per quest'albero da più di cinquant'anni un suo inconfessabile segreto. Questo film che ha ricevuto il premio Jean Vigo nel 2009 e già ha partecipato a diversi festival in Italia ( anche al Festival di Berlino di quest'anno nella sezione Panorama) è tratto dal libro autobiografico "Moi, Pierre Seel, déporté homosexuel". Postiamo il suo trailer in francese sperando che presto possa uscire nelle sale italiane. Questa la trama :

" Frédérick Muller è un tranquillo silvicultore alsaziano che per sessant’anni si è occupato di coltivare e accudire la foresta , composta da migliaia di ettari, patrimonio della sua famiglia. Ma uno di questi alberi, il più solenne, il più alto, il più solido, rappresenta il segreto, il grande segreto di Frédérick. Quando Frédérick era ventenne, la Francia era occupata dai nazisti nel 1943 viene internato nel campo di concentramento di Schirmeck in Alsazia, non però per il suo pensiero politico, come la tradizione della sua famiglia tramanda da più di cinquant'anni, ma per il fatto di essere omosessuale e per le applicazioni che le autorità francesi applicano nei confronti degli omosessuali riprendendo il paragrafo 175 del codice penale tedesco sulle discriminazioni e le deportazioni degli omosessuali. La ragione della sua deportazione rimane quindi segreta. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Frédérick, terrorizzato da quanto aveva vissuto, vuole solo dimenticare e costruirsi una nuova vita. Sceglie così di sposarsi e costruirsi una famiglia. Alla morte del figlio maggiore Carlo, che conosceva la verità, però, non partecipa al suo funerale ma preferisce andare a trovare il suo albero. E a questo punto che nella famiglia, con abili colpi di scena dei registi Ducastel e Martineau, scatta la sua confessione..."

L'arbre et la foret

giovedì 23 settembre 2010

AlberiLibri.
Letture e itinerari naturalistici attorno al Monte Arci.
dal 23 settembre 2010 al 10 Ottobre 2010
Comuni di Marrubiu e Villaverde (Oristano)
"I libri, come gli alberi, hanno solide radici, crescono forti in un terreno ricco di valori e si aprono al mondo per diffonderli. Se gli alberi sono le colonne del cielo, i libri sono le colonne della conoscenza".
Da Giovedì 23 Settembre 2010 a Domenica 10 Ottobre 2010 il Comune di Marrubiu e il Comune di Villaverde in collaborazione con le biblioteche comunali dei rispettivi paesi e il bar Il Pino di Marrubiu, presentano AlberiLibri. Letture e itinerari naturalistici attorno al Monte Arci, una manifestazione suddivisa in più appuntamenti all'insegna dell'avvicinamento e l'amore per la lettura e la sensibilità ecologica e ambientale. La rassegna si rivolge a tutti, dai bambini e le loro famiglie, ai giovani che ancora non hanno conosciuto il piacere della lettura, agli anziani del territorio e a tutti coloro che nutrono passione per l'ambiente. Sono previsti differenti attività, dai readings ai lavoratori artistici, dagli spettacoli alle letture multimediali, secondo un approccio interdisciplinare che prevede l'utilizzo delle nuove tecnologie.
PROGRAMMA

Giovedì 23 Settembre 2010.
Dalle ore 16:00 alle ore 17:30.
Marrubiu, Biblioteca Comunale.
L’Albero Vanitoso: spettacolo per bambini tratto
dall’omonimo libro a cura della Compagnia Molino Rosenkranz.
Dalle ore 17:30 alle ore 19:00.
Marrubiu, Biblioteca Comunale.
Disegna "Il Bosco che Vorrei": laboratorio di disegno
per il concorso "Il Bosco che Vorrei" a cura di Dušica Ivetić, con Roberto Pagura e Giorgio Spiga.
Dalle ore 19:00 alle ore 20:00.
Marrubiu, Biblioteca Comunale.
Inaugurazione delle mostre.
Dalle ore 21:30 alle ore 24:00.
Marrubiu, Biblioteca Comunale.
Lettura ad alta voce a cura della Compagnia Molino Rosenkranz.
Venerdì 24 Settembre 2010.
Dalle ore 16:00 alle ore 19:00.
Marrubiu, Biblioteca Comunale.
Caccia al Tesoro: laboratorio a cura
della Compagnia Molino Rosenkranz.
Dalle ore 19:30 alle ore 21:30.
Parco di Zuradili (territorio comunale di Marrubiu).
Racconti popolari nel bosco con Bachisio Solinas.
L'autore presenta il suo libro "Il bosco. Fiabe e leggende di Sardegna".
Sabato 25 Settembre 2010.
Dalle ore 11:00 alle ore 12:30.
Marrubiu, Biblioteca comunale.
Beatrice Masini incontra in biblioteca i bambini delle scuole.
Dalle ore 15:30 alle ore 19:00.
Marrubiu, Biblioteca Comunale.
Laboratorio di costruzione del libro a cura
della Compagnia Molino Rosenkranz.
Dalle ore 19:00 alle ore 20:00.
Marrubiu, Biblioteca Comunale.
"L’Uomo che piantava gli alberi."
Spettacolo di Teatro-Musica-Pittura
ispirata dal racconto di Jean Giono.
Dalle ore 21:30 alle ore 23:00
Marrubiu, Biblioteca Comunale.
Parlando di Bosco e di libri con Beatrice Masini:
conversazione con la scrittrice Beatrice Masini
guardando le immagini dei boschi del Monte Arci.
Lunedì 27 Settembre 2010.
Dalle ore 15:00 alle ore 20:00.
Villaverde, Biblioteca Comunale.
Alla lavagna artisti! Dusica Ivetic .
L'artista realizzerà un disegno alla lavagna
utilizzando i gessetti colorati.
Sabato 2 Ottobre 2010.
Dalle ore 10:00 alle ore 16:00.
Da Marrubiu a Villaverde. Trekking
attraverso il Monte Arci (partenza dal Parco di Zuradili,
arrivo alla fonte di Mitza Margiani).
Per info: giorgio.spiga@ossidiana.it
Sabato 9 Ottobre 2010.
Dalle ore 18:00 alle ore 19:30.
Villaverde, Mitza Margiani.
Reading musicale: "Storie di alberi - alberi di storie".
Testo e narrazione di Enedina Sanna,
musiche dal vivo di Enzo Favata (sax)
e Marcello Peghin (chitarra e viola caipira).
Domenica 10 Ottobre 2010.
Dalle ore 9:00 alle ore 14:00.
Villaverde, Chiesa di San Mauro.
Festa/piantumazione del Bosco che Vorrei.
Piantumazione di 100 alberi (Quercus ilex)
sotto la direzione dell’Ufficio Tecnico comunale,
con la partecipazione dell’Associazione Studenti di Agraria di Sassari,
Perugia, Lubiana (Slovenia) e Zagreb (Croazia).
Dalle 16:00 alle ore 18:00.
Villaverde, Bosco di Mitza Margiani.
Sugubambu: Musica per il Bosco
(visita guidata nel bosco con accompagnamento musicale).

A Marrubiu nella Biblioteca Comunale dal 23 al 25 Settembre, e a Villaverde nella Chiesa di San Mauro dal 9 al 10 Ottobre, saranno inoltre visitabili le mostre "Libri d’Artista raccontano", un'esposizione d'arte a cura di Dušica Ivetić, e "Libri fatti ad arte" e "Naturambiente", mostre bibliografiche per bambini e ragazzi. L'orario di apertura delle mostre è dalle ore 16:00 alle ore 20:00.
Info line
0783- 85.83.96

domenica 12 settembre 2010

Gli alberi mossi di Vito Buccellato "Albero celeste" Vito Buccellato

Vito Buccellato, bravissimo fotografo siciliano, sessantun'anni, in movimento tra Castellammare del Golfo (in provincia di Trapani) e Rimini è uno sperimentatore che attraverso le sue immagini in movimento, ci conduce all'interno degi esseri viventi e alle essenze che le abitano e le fanno fluire. Postiamo il suo video "L'anima degli alberi" Non a tutti gli alberi svelano la propria anima!" nel quale, con in sottofondo "La canzone dell'amore perduto" di Fabrizio De André ,vengono illustrate in sequenza alcune delle sue foto più importanti che riguardano gli alberi.


Vito Buccellato

mercoledì 8 settembre 2010

Comunità di San Leolino
presenta
L’albero nostro amico
Oratorio di S. Eufrosino a Panzano
Chieve in Chianti (Fi)
Sabato 11 settembre 2010
Sesto seminario di studio su spiritualità e turismo.
"Chesnut tree at Osny" - Camille Pissarro - 1873

Cosa sarebbe un paesaggio senza gli alberi? Quando si ha la felice opportunità di trovarsi in aperta campagna, anche un semplice colpo d’occhio permette di scorgerne molti: stretti l’uno all’altro a formare boschi o foreste, sapientemente allineati lungo una strada, oppure isolati nella distesa di un prato o di una vigna. Le loro forme così varie sembrano poi quasi suggerirci i tratti di una “personalità”, un tocco tutto particolare che ogni albero offre all’insieme della campagna. Non deve sorprendere, allora, che essi siano stati quasi tirati in causa nelle questioni degli uomini, come nella Bibbia, in cui non di rado gli alberi appaiono condividere i sentimenti e le affezioni umane, mostrando gioia o affliggendosi per gli eventi che agitano il corso della storia. E fino a quei personaggi singolarissimi creati da J.R.R. Tolkien, gli Ent, che, nel momento più drammatico della vicenda narrata ne Il Signore degli Anelli, si risvegliano dal loro sonno millenario per opporsi, anch’essi, alla furia distruttrice del male. Giunto al suo sesto appuntamento, il nostro seminario su spiritualità e turismo vuole dunque soffermarsi quest’anno proprio sull’albero, amico dell’uomo. E intende farlo articolando la riflessione tra un contributo più a carattere spirituale, uno maggiormente tecnico, uno più letterario, dedicato proprio al romanziere inglese Tolkien. Una particolare attenzione merita la mostra di fotografie e ceramiche di Lucilla Lauricella, grazie alla quale potremo imparare un modo del tutto originale e coinvolgente di accostarci proprio alle facce degli alberi.
Programma
Ore 16.30
Saluti delle Autorità
Ore 17
Mario Lusek "Gli alberi nel giardino di Dio"
Anna Maria Antoni Lapucci " L’albero fonte della vita"
Lorenzo Artusi "L’Albero di J.R.R. Tolkien"
Durante l’incontro verrà letta una riflessione di Luisa Cappelli sul tema dell’albero.
Interventi musicali di Caterina Stocchi flauto
Ore 19.00
Buffet offerto dall’Hotel Villa Le Barone
In occasione dell’evento, sarà allestita la mostra di fotografie
e ceramiche Le facce degli alberi di Lucilla Lauricella.

L'albero della pioggia :
ovvero il miracolo di Berlino.

Iepe Rubingh

Iepe B. T. Rubingh è un artista e performer olandese, nato il 17 Agosto del 1974. Famoso per aver inventato il Chess boxing e per i suoi interventi a Berlino e a Tokyo (qui per questa performance ha scontato dieci giorni di carcere) dove, dopo essersi vestito "Joker", è riuscito a bloccare il traffico automobilistico semplicemente con del nastro di plastica ( quello bianco e rosso che si usa in città per le recinzioni provvisorie). Nel video che abbiamo postato è illustrata la sua performance effettuata nel 2002 (dal 17 Agosto al 30 Settembre) a Berlino ( e poi ripetuta a Singapore) dove, in una piazza molto frequentata, nei pressi dell' Hackescher Markt, riesce magicamente a far cadere pioggia dai rami di un grande albero (non sappiamo di che genere). Un augurio quindi per la nuova stagione delle piogge autunnali. Piogge delle quali i nostri amici alberi sentono impellente il bisogno dopo la calda arsura estiva che li ha fatti soffrire (soprattutto quelli che vivono nelle grandi città).


 Iepe Rubingh 

martedì 24 agosto 2010

Antimo Palumbo
Scrittore e Storico degli alberi
condurrà
Sabato 4 Settembre 2010
dalle ore 15.00 alle 16.20
nel bosco adiacente al
Casale Janigro a Santa Maria di Faifoli - Montagano
(a dodici chilometri da Campobasso)
una visita, dal titolo "Twelvetrees in Faifoli" , alla scoperta e al riconoscimento degli alberi che vivono lì da molti anni. Sarà un’occasione per scoprire storie, aneddoti e caratteristiche delle dodici specie principali di alberi che fanno parte della nostra flora italiana. La visita, a partecipazione gratuita, si svolge all'interno della giornata "D'estate a Faifoli" organizzata dall'Associazione Nuove Muse un evento che prevede diverse attività : incontri, visite, concerti, film e degustazioni gastronomiche locali. L'orario di inizio è fissato per le 15.00 e la durata è di un'ora e venti minuti. La Partenza avverrà alle 15.00 per concludersi alle 16.20.L'appuntamento è di fronte l'ingresso principale della Chiesa di Santa Maria in Faifoli. Non è necessaria l'iscrizione.
Per avere invece informazioni su come arrivare a Montagano
087-4418760
per chi viene da Roma
339/7625085 06/43.86.318

Casale Janigro - Santa Maria di Faifoli

Biagio il nero e la "pianta" sradicata.
Riceviamo dall'amico degli alberi Silvestro Acampora di Milano questo suo breve racconto dedicato alla piaga della "tratta degli ulivi secolari" un grave fenomeno, ahimè ancora attivo , che in Puglia è stato contenuto grazie alla "Legge regionale 4 giugno 2007 Tutela e valorizzazione degli ulivi monumentali della Puglia promulgata dall'allora presidente della Regione Nichi Vendola. “Cosa diventeranno le vite degli uomini se loro stessi ne distruggono i ricordi e i testimoni viventi” così si chiede Biagio nel racconto e cosa ne sarà di noi ci chiediamo se la cultura degli alberi, abitanti centenari del nostro pianeta, verrà dimenticata e coperta dalla logica del profitto e del guadagno? L'ulivo, Olea europaea, l'albero eterno, quello che torna a nascere attraverso i suoi perpetui polloni, ci ricorda che oltre che all'oggi e alla bramosia del presente fatto di potere e interessi apparteniamo di fatto alla grazia armonica del nostro pianeta, che ci ospita da secoli e che abbiamo chiamato Terra.

"The red tree" 1909 Piet Mondrian
Gemeentemuseum Den Haag, L'Aia

Biagio il nero e "la pianta" sradicata

Mi chiamo Biagio, il colore della mia pelle e gli anni di guerra passati in Africa mi hanno fatto chiamare dai miei compaesani “il nero”. Nella campagna vicino alla quale vivevo, cresceva un gigantesco albero di olivo, era il più grande di tutti, per tutti i contadini e i commercianti che giravano le campagne per vendere sementi e comprare olio e olive era “la pianta”. Tutti si davano appuntamento sotto la sua chioma per concludere affari, per andare in città a vendere oppure comprare bestiame o solo semplicemente per incontrarsi, sotto i sui rami, in una notte con la luna bassa bassa sull’orizzonte, io diedi il primo bacio a Immacolata, e mio padre si incontrò con Nicola per andare alla prima guerra, Antonietta, la figlia di don Gioacchino, che era il padrone della masseria, si incontrò con Peppone per scappare in America perché lui era povero e non gliel’avrebbero mai fatta sposare. Quando ero piccolo, nelle lunghe sere d’inverno passate vicino al fuoco, mia nonna raccontava le storie della “pianta”, raccontava delle “janare”, le streghe che si riunivano per danzare, oppure dei briganti che si davano appuntamento per organizzare le loro scorribande. La “pianta" era lì da così tanto tempo che i vecchi raccontavano storie di cui era protagonista, sentite dai loro nonni che a loro volta le avevano ascoltate dai loro nonni. Sotto i suoi rami si erano riposati i soldati americani e prima ancora i soldati di Garibaldi, ancora prima si erano fermati i soldati del Re Borbone e prima di loro quelli del Re Federico, ancora prima, si fermarono i Crociati che andavano a combattere nella terra di Gesucristo. Da quando è morta mia moglie Immacolata, sono venuto a vivere da mio figlio Paolo a Padova. In questa città fanno una grande fiera di fiori, piante e macchine agricole così ho chiesto a mia nipote Chiara di portarmi a visitarla. Girando per i piazzali pieni di macchinari e piante da giardino, ci siamo imbattuti in una quantità incredibile di grandi piante di olivo, erano tutte messe in delle specie di contenitori fatti di rete metallica e teli di plastica riempiti di terra, avevano tutti i rami tagliati e i tronchi pieni di ferite, pensavo al perché di tutto questo, com’era possibile ridurre delle piante che dovevano produrre quintali di olive e avere un’ aspetto imponente in quello stato? Cercavo delle risposte nella mia testa, mentre provavo a scoprire di che varietà di olive fossero, alcune sembravano “coratina”, altre “muredda,” e ad un tratto mentre giravo tra quelle piante mutilate che ho riconosciuto il tronco della “pianta”, il solco scavato dal fulmine nel tronco: inconfondibile. L’avrei riconosciuta tra mille altre, come la faccia di mia madre. Allora, ho sentito un tonfo nel petto, le gambe mi sono diventate molli e le lacrime hanno offuscato i miei occhi, anche se orribilmente mutilata la “pianta” svettava ancora su tutte le altre, sul tronco era rimasta attaccata una pianta di felce e il muschio ingiallito indicava ancora il settentrione dell’antica posizione. “Come si fa a ridurre una pianta così?”Quanti soldi avranno guadagnato quelle mani sacrileghe?”Per qualcuno la “pianta “ era diventata una merce qualsiasi, non importavano proprio a nessuno i fatti cui aveva assistito il paesaggio che aveva segnato per così tanto tempo e le storie di cui era unica e silenziosa testimone?” “Cosa diventeranno le vite degli uomini se loro stessi ne distruggono i ricordi e i testimoni viventi” Queste ed altre numerose domande arrivarono di botto nella mia testa. Oggi non ci sono più i focolari ma le nonne raccontano ancora le storie ai nipoti. Chi comprerà la “pianta” per il suo giardino, potrà forse illudersi di possedere un albero vecchio di centinaia di anni ma non potrà mai possederne lo spirito vitale né conoscerne la storia. Mia nipote mi ha detto che forse possiamo cambiare qualcosa, che forse possiamo fare in modo che le vecchie piante o almeno quelle che rimangono in giro per le campagne restino lì per sempre e che le loro storie si possono mettere tutte in un libro in modo da farle conoscere anche a quelli che vivono nelle grandi città, anche a quelli che per pochi soldi le strappano via. Mi ha detto che forse possiamo pagare i proprietari dei grandi alberi di olivo per curarli e farli rimanere lì dove sono per sempre e che se non vogliono farlo, magari si può obbligarli facendo leggi che proteggano i grandi alberi e che vietino la loro vendita. I ragionamenti di mia nipote hanno calmato un po’ la mia collera, mi sono sentito orgoglioso di lei, mi ha fatto conoscere un suo amico, che mi ha detto avrebbe scritto e mandato la storia della pianta a tutti quelli che potevano fermare questo scempio.

Il vecchio Biagio, detto “il nero”.
Silvestro Acampora Milano 19 Febbraio 2007